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Quando le buone intenzioni sembrano abusi. Lettera aperta al Vescovo di Modena

Poco più di un anno fa ho fondato, insieme ad un manipolo di piratɜ, la Pannocchia Balsamica di Modena divenendone il Frescovo.

Purtroppo, nei primissimi mesi di esistenza ufficiale della nostra Ciurma, il mondo si è ritrovato stravolto nel modo in cui tristemente conosciamo.

È stato molto difficile dover rimettere tanti progetti nel cassetto, ma ancor di più affrontare la malinconia che ha preso il posto delle soddisfazioni che stavamo aspettando, mia e dellɜ miɜ frittellɜ.

Molto spesso mi capita di ricevere proposte di pennedizione per un ristorante o una birreria, cosa che indiscutibilmente consentirebbe di aprire e permetterci di vivere la nostra spiritualità come eravamo abituati. D’altronde sarebbe molto difficile per lo Stato affermare che i nostri Luoghi di Culto non siano tali.

Eppure la nostra Chiesa ha deciso di non percorrere questa strada.

Anche se lǝ PSV decidesse di intervenire su questa pandemia Preferirebbe Davvero Che Noi Evitassimo di essere lɜ st****ɜ che mettono a repentaglio la salute nostra e delle altre persone. Tanto, se per un qualunque motivo decidesse di darci retta, è abbastanza potente da ricevere le nostre preghiere sia che stiamo su un galeone, sia che stiamo sul gabinetto.

Da un anno a questa parte ci siamo abituatɜ all’idea che altre religioni concorrenti non prendessero la nostra strada, forse non confidando troppo nella ricezione divina del proprio dio, che a quanto pare richiede luoghi molto specifici e un numero discreto di persone per poter prestare orecchio, riuscendo ad ottenere deroghe molto in controtendenza nel susseguirsi dei vari poco apprezzati DPCM.

Abbiamo chiuso i cinema, teatri, ristoranti, bar, centri estetici, piscine, palestre, scuole… abbiamo chiuso perfino le persone in casa, ma la possibilità di andare in un luogo a pregare non è in discussione. Ma in fondo la legge lo permette e non pretendiamo che altrɜ si autolimitino come noi abbiamo orgogliosamente deciso di fare.

Eppure, qualche giorno fa, è successo un fatto che ha rivoltato lo stomaco anche a quellɜ che già avevano dovuto digerire di tutto. Un cinema (parrocchiale), all’interno del territorio da me religiosamente amministrato, è stato utilizzato per proiettare una funzione religiosa.

La telesacralizzazione è ampiamente utilizzata da noi da tempi non sospetti e sappiamo benissimo che fare andare diverse persone nello stesso posto, al chiuso, per essere telesacralizzate è un pessimo impiego di tale risorsa.

La notizia è stata molto avvilente: vedere chi tra tutti aveva già deciso di non limitarsi granché decidere pure di strafare, senza preoccuparsi che tale azione potesse risultare irrispettosa nei confronti di persone, credenti e non, che tanto hanno dovuto sacrificare quest’anno.

Per non parlare del rischio per la salute! Ma su questo soprassediamo, dando per scontato che lɜ concorrenti siano certɜ che la loro divinità lɜ tuteli più di quanto noi crediamo la nostra faccia con noi.

Comprensibilmente moltissima indignazione si è mossa sui social, aumentando anche la sete di risposte sul perché dovremmo continuare a pregare in casa e non andare anche noi a prenderci quello che è un diritto che, a quanto pare, ci verrebbe riconosciuto.

La nostra religione ci consiglia di metterci una benda su un occhio per permetterci di vedere con una prospettiva diversa dalla nostra solita, ma non di bendarli entrambi. Ecco perché, non avendo risposte da riuscire a dare alla mia Ciurma, ho provato ad interpellare direttamente la persona che più ritengo adatta ad aiutarmi.

Ho chiesto al mio pari, ma di altra religione: Erio, il Vescovo di Modena. Condivido con voi la mia mail di richiesta d’aiuto.

 

alla c.a. di Mons. Erio Castellucci

Egregio mio corrispettivo cattolico Erio,

Non abbiamo ancora avuto modo di fare due chiacchiere e mi spiace doverti contattare per la prima volta a seguito dell’increscioso avvenimento di cui sarai sicuramente a conoscenza.

Come ben sai l’apertura della sala proiezioni di Fiorano è un evento che ha turbato il cuore di molte persone, credenti e non, confido che tu abbia piena sensibilità nel riconoscere quando anche le migliori intenzioni possano apparire come abusi, mi auguro converrai con me nel ritenere quanto accaduto quantomeno inopportuno se non addirittura irrispettoso delle tante, troppe rinunce alle quali le nostre genti sono state chiamate.

Sono qui come amico non a chiederti provvedimenti ma consigli.

Probabilmente non condividerai, ma in molti vedono nella mia figura un tuo pari, e come tale pretendono delle risposte che non sono in grado di fornirgli.

Sono qui a chiederti, da uomo di fede a uomo di fede, cosa dovrei rispondere alle tante anime, e corpi, che chiedono a me se è ancora opportuno che rimaniamo in disparte, pregando nelle proprie case, mettendo da parte tutto per rispetto del prossimo oltre che della salute pubblica, una cosa che dovrebbe mettere d’accordo qualsiasi credo, mentre proprio gli stessi a cui, permettimi di dirlo in tutta onestà, è stato concesso di più, sono i primi a non stare nei pochissimi vincoli che gli sono stati posti?

Prego nella speranza di avere una tua risposta,

Ti abbraccio e pennedico,

 

 

 

CAPITAN TORTELLINO NON CE L’HO QUALCOSA

Frescovo di Modena

 

Mentre scrivo questo articolo purtroppo non ho ancora ricevuto alcuna risposta, ma spero vivamente che Erio stia semplicemente prendendo tempo per riflettere a modo e potermi aiutare il più possibile.

 

 

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Quando le buone intenzioni sembrano abusi. Lettera aperta al Vescovo di Modena

Poco più di un anno fa ho fondato, insieme ad un manipolo di piratɜ, la Pannocchia Balsamica di Modena divenendone il Frescovo.

Purtroppo, nei primissimi mesi di esistenza ufficiale della nostra Ciurma, il mondo si è ritrovato stravolto nel modo in cui tristemente conosciamo.

È stato molto difficile dover rimettere tanti progetti nel cassetto, ma ancor di più affrontare la malinconia che ha preso il posto delle soddisfazioni che stavamo aspettando, mia e dellɜ miɜ frittellɜ.

Molto spesso mi capita di ricevere proposte di pennedizione per un ristorante o una birreria, cosa che indiscutibilmente consentirebbe di aprire e permetterci di vivere la nostra spiritualità come eravamo abituati. D’altronde sarebbe molto difficile per lo Stato affermare che i nostri Luoghi di Culto non siano tali.

Eppure la nostra Chiesa ha deciso di non percorrere questa strada.

Anche se lǝ PSV decidesse di intervenire su questa pandemia Preferirebbe Davvero Che Noi Evitassimo di essere lɜ st****ɜ che mettono a repentaglio la salute nostra e delle altre persone. Tanto, se per un qualunque motivo decidesse di darci retta, è abbastanza potente da ricevere le nostre preghiere sia che stiamo su un galeone, sia che stiamo sul gabinetto.

Da un anno a questa parte ci siamo abituatɜ all’idea che altre religioni concorrenti non prendessero la nostra strada, forse non confidando troppo nella ricezione divina del proprio dio, che a quanto pare richiede luoghi molto specifici e un numero discreto di persone per poter prestare orecchio, riuscendo ad ottenere deroghe molto in controtendenza nel susseguirsi dei vari poco apprezzati DPCM.

Abbiamo chiuso i cinema, teatri, ristoranti, bar, centri estetici, piscine, palestre, scuole… abbiamo chiuso perfino le persone in casa, ma la possibilità di andare in un luogo a pregare non è in discussione. Ma in fondo la legge lo permette e non pretendiamo che altrɜ si autolimitino come noi abbiamo orgogliosamente deciso di fare.

Eppure, qualche giorno fa, è successo un fatto che ha rivoltato lo stomaco anche a quellɜ che già avevano dovuto digerire di tutto. Un cinema (parrocchiale), all’interno del territorio da me religiosamente amministrato, è stato utilizzato per proiettare una funzione religiosa.

La telesacralizzazione è ampiamente utilizzata da noi da tempi non sospetti e sappiamo benissimo che fare andare diverse persone nello stesso posto, al chiuso, per essere telesacralizzate è un pessimo impiego di tale risorsa.

La notizia è stata molto avvilente: vedere chi tra tutti aveva già deciso di non limitarsi granché decidere pure di strafare, senza preoccuparsi che tale azione potesse risultare irrispettosa nei confronti di persone, credenti e non, che tanto hanno dovuto sacrificare quest’anno.

Per non parlare del rischio per la salute! Ma su questo soprassediamo, dando per scontato che lɜ concorrenti siano certɜ che la loro divinità lɜ tuteli più di quanto noi crediamo la nostra faccia con noi.

Comprensibilmente moltissima indignazione si è mossa sui social, aumentando anche la sete di risposte sul perché dovremmo continuare a pregare in casa e non andare anche noi a prenderci quello che è un diritto che, a quanto pare, ci verrebbe riconosciuto.

La nostra religione ci consiglia di metterci una benda su un occhio per permetterci di vedere con una prospettiva diversa dalla nostra solita, ma non di bendarli entrambi. Ecco perché, non avendo risposte da riuscire a dare alla mia Ciurma, ho provato ad interpellare direttamente la persona che più ritengo adatta ad aiutarmi.

Ho chiesto al mio pari, ma di altra religione: Erio, il Vescovo di Modena. Condivido con voi la mia mail di richiesta d’aiuto.

 

alla c.a. di Mons. Erio Castellucci

Egregio mio corrispettivo cattolico Erio,

Non abbiamo ancora avuto modo di fare due chiacchiere e mi spiace doverti contattare per la prima volta a seguito dell’increscioso avvenimento di cui sarai sicuramente a conoscenza.

Come ben sai l’apertura della sala proiezioni di Fiorano è un evento che ha turbato il cuore di molte persone, credenti e non, confido che tu abbia piena sensibilità nel riconoscere quando anche le migliori intenzioni possano apparire come abusi, mi auguro converrai con me nel ritenere quanto accaduto quantomeno inopportuno se non addirittura irrispettoso delle tante, troppe rinunce alle quali le nostre genti sono state chiamate.

Sono qui come amico non a chiederti provvedimenti ma consigli.

Probabilmente non condividerai, ma in molti vedono nella mia figura un tuo pari, e come tale pretendono delle risposte che non sono in grado di fornirgli.

Sono qui a chiederti, da uomo di fede a uomo di fede, cosa dovrei rispondere alle tante anime, e corpi, che chiedono a me se è ancora opportuno che rimaniamo in disparte, pregando nelle proprie case, mettendo da parte tutto per rispetto del prossimo oltre che della salute pubblica, una cosa che dovrebbe mettere d’accordo qualsiasi credo, mentre proprio gli stessi a cui, permettimi di dirlo in tutta onestà, è stato concesso di più, sono i primi a non stare nei pochissimi vincoli che gli sono stati posti?

Prego nella speranza di avere una tua risposta,

Ti abbraccio e pennedico,

 

 

 

CAPITAN TORTELLINO NON CE L’HO QUALCOSA

Frescovo di Modena

 

Mentre scrivo questo articolo purtroppo non ho ancora ricevuto alcuna risposta, ma spero vivamente che Erio stia semplicemente prendendo tempo per riflettere a modo e potermi aiutare il più possibile.

 

 

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Un sugoso 2021: Lettera di Capitan Mitch lo Strozzapreti a tutti proprio

La mia lettera è indirizzata a tutti. Tutti proprio.
Quindi anche a te, che la leggi, ed a me, a noi dunque mi rivolgerò.

Se hai mai avuto a che fare con l’arte lo sai già, altrimenti devi sapere che esalta la poesia che ci circonda, perché esiste già. Sottolinea riflessioni, oggettive, sull’esistenza e sullo stato delle cose. Denuncia, mostra, evidenzia.
Parla un linguaggio che può essere comprensibile da tutti, se solo ci si ascoltasse un attimo la pancia. Una sorta di esperanto di poesia. L’arte può cambiare il mondo.

Esistono però alcune leggi che impediscono il lavoro di moltissimi artisti, e qui cito la bellissima lettera della nostra sugosa ex-pappessa Emanuela che riferisce di autori che pagano lo scotto di essersi imbattuti in queste leggi che, con la scusa di difendere un qualche non meglio specificato “sentimento religioso” censurano personaggi scomodi, censurano giornalisti, censurano artisti, censurano il libero pensiero.

Sono le famose leggi “antiblasfemia” che, con la loro applicabilità del tutto arbitraria (perché non è misurabile l’offesa al sentimento religioso), rendono un qualsiasi culto incriticabile. Grazie a queste, infatti, il censore ha armi facili, in Italia ma, nel mondo, può essere il boia, a poter usare queste armi.

Una realtà (che ha peso politico e finanziario) non criticabile, non sbeffaggiabile diventa intoccabile. Un dio innominabile è troppo potente, come lo sono i suoi vicari.

Io però non voglio citare solo le vittime di queste leggi, come già accenna Emanuela nella sua lettera (non basterebbero mille lettere per citare tutti gli eventi di massacro del libero pensiero causati da queste leggi), ma anche tutti gli artisti che con coraggio parteciperanno all’evento che stiamo organizzando: Ceci n’est pas un Blasphème, festival delle arti per la libertà di espressione, al PAN di Napoli, dove rivendicheremo laicamente e con orgoglio la libertà di espressione che queste leggi minacciano.

Lo faremo attraverso mostre tematiche, esposizioni di opere d’arte in collettiva, talk, musica, live performance, stand-up comedy.

Ecco il mio augurio per il 2021 è, per tutti noi, di poter trovare la forza e la coesione per arrivare al cuore di tutte le persone, per non dar per scontato la laicità, per difenderci, per lottare.

L’arte ci aiuterà.

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Un sugoso 2021: Lettera di Capitan Mitch lo Strozzapreti a tutti proprio

La mia lettera è indirizzata a tutti. Tutti proprio.
Quindi anche a te, che la leggi, ed a me, a noi dunque mi rivolgerò.

Se hai mai avuto a che fare con l’arte lo sai già, altrimenti devi sapere che esalta la poesia che ci circonda, perché esiste già. Sottolinea riflessioni, oggettive, sull’esistenza e sullo stato delle cose. Denuncia, mostra, evidenzia.
Parla un linguaggio che può essere comprensibile da tutti, se solo ci si ascoltasse un attimo la pancia. Una sorta di esperanto di poesia. L’arte può cambiare il mondo.

Esistono però alcune leggi che impediscono il lavoro di moltissimi artisti, e qui cito la bellissima lettera della nostra sugosa ex-pappessa Emanuela che riferisce di autori che pagano lo scotto di essersi imbattuti in queste leggi che, con la scusa di difendere un qualche non meglio specificato “sentimento religioso” censurano personaggi scomodi, censurano giornalisti, censurano artisti, censurano il libero pensiero.

Sono le famose leggi “antiblasfemia” che, con la loro applicabilità del tutto arbitraria (perché non è misurabile l’offesa al sentimento religioso), rendono un qualsiasi culto incriticabile. Grazie a queste, infatti, il censore ha armi facili, in Italia ma, nel mondo, può essere il boia, a poter usare queste armi.

Una realtà (che ha peso politico e finanziario) non criticabile, non sbeffaggiabile diventa intoccabile. Un dio innominabile è troppo potente, come lo sono i suoi vicari.

Io però non voglio citare solo le vittime di queste leggi, come già accenna Emanuela nella sua lettera (non basterebbero mille lettere per citare tutti gli eventi di massacro del libero pensiero causati da queste leggi), ma anche tutti gli artisti che con coraggio parteciperanno all’evento che stiamo organizzando: Ceci n’est pas un Blasphème, festival delle arti censurate, al PAN di Napoli, dove rivendicheremo laicamente e con orgoglio la libertà di espressione che queste leggi minacciano.

Lo faremo attraverso mostre tematiche, esposizioni di opere d’arte in collettiva, talk, musica, live performance, stand-up comedy.

Ecco il mio augurio per il 2021 è, per tutti noi, di poter trovare la forza e la coesione per arrivare al cuore di tutte le persone, per non dar per scontato la laicità, per difenderci, per lottare.

L’arte ci aiuterà.

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Un sugoso 2021: Lettera di Beverendo Gnocchetto Shardana al Prodigioso Spaghetto Volante

Ahoy Sua Sugosità, nostro Sbronzo Creatore!
Visto che ricevo quotidianamente il Tocco delle Sugose Appendici, ritengo la nostra relazione sufficientemente intima per potermi permettere di darti del Tu.

Rivolgo a Te queste mie righe, anche se so che è perfettamente inutile.
Non certo perché non esisti, come (bambini, pericolo spoiler!) Babbo Natale, Harry Potter, l’Uomo Ragno, Satana ed altri personaggi di fantasia. Certo che esisti, altrimenti in questo momento staremmo fluttuando nello spazio aperto!

Tu che sempre ci osservi avrai notato che il periodo non è dei migliori.
Già da un po’ navighiamo in acque tempestose, senza riuscire a capire quanto diavolo di un pinguino duri questa burrasca.
Una prima ondata, poi una seconda per ora non sono riuscite ad affondare il galeone. Ma quanta sofferenza, oh Sugoso!

Ora come non mai, dopo un anno di sacrifici e perdite, al principiare del 2021 l’umanità ha bisogno di sperare in un domani sereno, in cui dirsi che finalmente il peggio è a poppa.

Tuttavia, non scrivo per chiederTi che la Tua Sugosa Provvidenza scenda dal cielo per migliorare le sorti mie, dei miei cari e del Mondo intero.

In primo luogo perché, in quanto Creatore di tutte le cose, hai la responsabilità anche dell’esistenza di questo virus.
So benissimo che non c’è mai stato, da parte Tua, nessun intento sadico: sarebbe molto meschino aver creato la Terra a uso e consumo dell’essere umano, MA con qualche virus letale sparso qua e là per rendere la cosa più interessante.
Molto più logicamente, questo pianeta è casa nostra quanto dei virus, dei caribù, delle zanzare e delle piante carnivore. Più che legittimo che ciascuno faccia il proprio mestiere.

Quindi, mentre quelli della concorrenza si arrovellano per dare un senso al coesistere dell’evidenza del male nel Mondo e dell’idea di un Dio infinitamente buono, la Ciurma Pastafariana sa che l’equazione trova una sua logica con la semplice aggiunta dell’etanolo.
Pandemie, terremoti, asteroidi e ornitorinchi non potrebbero avere altra spiegazione se non quella di una divina sbronza all’origine dell’Universo!

Per questo motivo in particolare mi sembra poco efficace ricorrere all’invocazione divina.
“Poco efficace” è poi un eufemismo: quella eseguita dalla concorrenza lo scorso Marzo dell’anno ha addirittura preceduto l’impennata nei contagi!
Se tanto mi da tanto, francamente eviterei.

Sono anche piuttosto convinto che anche Tu, o Sugoso, nella Tua Ebbra Saggezza, francamente eviteresti.
Ammiro molto la Tua onestà nell’evitare qualsiasi ulteriore intervento nelle vicende umane, a parte ovviamente tenerci fissati al suolo e buttare qualche fossile qua e là per mettere alla prova la nostra fede.
Un po’ come quando noi preghiamo un po’ troppo, ma abbiamo ancora lucidità sufficiente per valutare che, pregati come siamo, non è proprio il caso di metterci al timone del nostro mezzo. Un gesto di profonda maturità, non c’è che dire.

Se non possiamo dunque riporre le nostre speranze nel Tuo intervento, ciò vuole forse dire che siamo senza speranze?

La risposta, fortunatamente, è negativa.
Noi Pastafariani sappiamo in chi l’umanità può riporre la propia fiducia: nell’umanità stessa.
Nelle abilità che Tu hai così ben congegnato per il nostro cervello pensante e nella nostra volontà di usarle al meglio, trovando nello stare insieme le risorse per tirarci fuori da questi fondali sabbiosi.

Grazie alla capacità di conoscere il tuo Creato non solo attraverso le nostre limitate percezioni, ma mediante un metodo costruito sul fondamentale assunto: siamo imperfette creature di un Dio Sbronzo, praticamente è ovvio che da qualche parte ci sbaglieremo.
Chi ha fiducia in queste capacità non perde tempo a credere di aver capito chissà cosa…giù, a studiare, a sperimentare, a falsificare, a scoprire verità mai assolute, ma soltanto vere fino a prova contraria.
Ce ne sono di persone così, e sono sicuro che stai vedendo cosa sono capaci di fare per cavarci da questo pasticcio!
Ce la stanno mettendo tutta, si stanno superando ed i risultati iniziano a vedersi.

Anche chi di noi non è del mestiere sta cercando di fare la propria parte. Ci si aggiorna e ci si organizza, sacrificando quotidianamente pezzi della nostra libertà personale per qualcosa di più importante: il bene comune.

Nonostante il dilagare di superstizioni e dogmi, la comunità scientifica e buona parte della collettività si stanno seriamente impegnando, affinché una volta lasciata la tempesta alle nostre spalle non ci sarà da gridare al Birracolo e ringraziare Te, o Spaghettoso Creatore: sapremo che il peggio è passato per merito nostro.

Perché Ti scrivo, dunque? Beh, per farTi gli auguri di un buon 2021 innanzitutto.
Ma più di ogni altra cosa per dirTi che dirti che noi, quaggiù, grazie a ciò che ci hai donato, abbiamo tutte le carte in regola e, se veramente lo vogliamo, ce la possiamo cavare benissimo da soli.
Speriamo.

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Un sugoso 2021: Lettera di Beverendo Gnocchetto Shardana al Prodigioso Spaghetto Volante

Ahoy Sua Sugosità, nostro Sbronzo Creatore!
Visto che ricevo quotidianamente il Tocco delle Sugose Appendici, ritengo la nostra relazione sufficientemente intima per potermi permettere di darti del Tu.

Rivolgo a Te queste mie righe, anche se so che è perfettamente inutile.
Non certo perché non esisti, come (bambini, pericolo spoiler!) Babbo Natale, Harry Potter, l’Uomo Ragno, Satana ed altri personaggi di fantasia. Certo che esisti, altrimenti in questo momento staremmo fluttuando nello spazio aperto!

Tu che sempre ci osservi avrai notato che il periodo non è dei migliori.
Già da un po’ navighiamo in acque tempestose, senza riuscire a capire quanto diavolo di un pinguino duri questa burrasca.
Una prima ondata, poi una seconda per ora non sono riuscite ad affondare il galeone. Ma quanta sofferenza, oh Sugoso!

Ora come non mai, dopo un anno di sacrifici e perdite, al principiare del 2021 l’umanità ha bisogno di sperare in un domani sereno, in cui dirsi che finalmente il peggio è a poppa.

Tuttavia, non scrivo per chiederTi che la Tua Sugosa Provvidenza scenda dal cielo per migliorare le sorti mie, dei miei cari e del Mondo intero.

In primo luogo perché, in quanto Creatore di tutte le cose, hai la responsabilità anche dell’esistenza di questo virus.
So benissimo che non c’è mai stato, da parte Tua, nessun intento sadico: sarebbe molto meschino aver creato la Terra a uso e consumo dell’essere umano, MA con qualche virus letale sparso qua e là per rendere la cosa più interessante.
Molto più logicamente, questo pianeta è casa nostra quanto dei virus, dei caribù, delle zanzare e delle piante carnivore. Più che legittimo che ciascuno faccia il proprio mestiere.

Quindi, mentre quelli della concorrenza si arrovellano per dare un senso al coesistere dell’evidenza del male nel Mondo e dell’idea di un Dio infinitamente buono, la Ciurma Pastafariana sa che l’equazione trova una sua logica con la semplice aggiunta dell’etanolo.
Pandemie, terremoti, asteroidi e ornitorinchi non potrebbero avere altra spiegazione se non quella di una divina sbronza all’origine dell’Universo!

Per questo motivo in particolare mi sembra poco efficace ricorrere all’invocazione divina.
“Poco efficace” è poi un eufemismo: quella eseguita dalla concorrenza lo scorso Marzo dell’anno ha addirittura preceduto l’impennata nei contagi!
Se tanto mi da tanto, francamente eviterei.

Sono anche piuttosto convinto che anche Tu, o Sugoso, nella Tua Ebbra Saggezza, francamente eviteresti.
Ammiro molto la Tua onestà nell’evitare qualsiasi ulteriore intervento nelle vicende umane, a parte ovviamente tenerci fissati al suolo e buttare qualche fossile qua e là per mettere alla prova la nostra fede.
Un po’ come quando noi preghiamo un po’ troppo, ma abbiamo ancora lucidità sufficiente per valutare che, pregati come siamo, non è proprio il caso di metterci al timone del nostro mezzo. Un gesto di profonda maturità, non c’è che dire.

Se non possiamo dunque riporre le nostre speranze nel Tuo intervento, ciò vuole forse dire che siamo senza speranze?

La risposta, fortunatamente, è negativa.
Noi Pastafariani sappiamo in chi l’umanità può riporre la propia fiducia: nell’umanità stessa.
Nelle abilità che Tu hai così ben congegnato per il nostro cervello pensante e nella nostra volontà di usarle al meglio, trovando nello stare insieme le risorse per tirarci fuori da questi fondali sabbiosi.

Grazie alla capacità di conoscere il tuo Creato non solo attraverso le nostre limitate percezioni, ma mediante un metodo costruito sul fondamentale assunto: siamo imperfette creature di un Dio Sbronzo, praticamente è ovvio che da qualche parte ci sbaglieremo.
Chi ha fiducia in queste capacità non perde tempo a credere di aver capito chissà cosa…giù, a studiare, a sperimentare, a falsificare, a scoprire verità mai assolute, ma soltanto vere fino a prova contraria.
Ce ne sono di persone così, e sono sicuro che stai vedendo cosa sono capaci di fare per cavarci da questo pasticcio!
Ce la stanno mettendo tutta, si stanno superando ed i risultati iniziano a vedersi.

Anche chi di noi non è del mestiere sta cercando di fare la propria parte. Ci si aggiorna e ci si organizza, sacrificando quotidianamente pezzi della nostra libertà personale per qualcosa di più importante: il bene comune.

Nonostante il dilagare di superstizioni e dogmi, la comunità scientifica e buona parte della collettività si stanno seriamente impegnando, affinché una volta lasciata la tempesta alle nostre spalle non ci sarà da gridare al Birracolo e ringraziare Te, o Spaghettoso Creatore: sapremo che il peggio è passato per merito nostro.

Perché Ti scrivo, dunque? Beh, per farTi gli auguri di un buon 2021 innanzitutto.
Ma più di ogni altra cosa per dirTi che dirti che noi, quaggiù, grazie a ciò che ci hai donato, abbiamo tutte le carte in regola e, se veramente lo vogliamo, ce la possiamo cavare benissimo da soli.
Speriamo.

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Un sugoso 2021: Lettera di Mastro Barbaspiedo alla Scevà

Da qualche tempo a questa parte avrete certamente notato la comparsa di qualcosa di strano nelle comunicazioni ufficiali della nostra Associazione.
Qualcosa di strano riferito proprio a voi che state leggendo, che compare perlopiù quando si parla di persone e, in qualche modo, vi comprende ed abbraccia tuttə.

Si tratta della Schwa, in italiano Scevà e in piratese ScevAHRRR.

Moltə si chiederanno “Ma di che si tratta???” ed è proprio per questo che ho deciso di scrivere a lei, o a lui… insomma a ləi.

☠ ☠ ☠ ☠

Car* /ə/, come va?
io abbastanza bene ora che ho cominciato a capirti.
Ammetto che inizialmente, quando ci eravamo incontratə da poco, ti ho trovatə antipaticə.
Si perchè a primo impatto, ammettilo, sei stranucciə, sembri una cosina un po’ caduta male, difficile da trovare sulla tastiera, appoggiatə svogliatamente al bracciolo della tua schweggiola.

Magari te ne stavi lì comodə per i fatti tuoi nel tuo alfabeto fonetico incantato e invece adesso che sei statə tiratə in ballo inconsapevolmente, ti tocca andartene in giro per il mondo e fare bella mostra di te.

Ma perchè? Devi sapere che la comunità LGBTQIA+, per la maggior parte almeno, sta da tempo cercando di usare linguaggi sempre più inclusivi per poter parlare senza discriminazioni ad ogni persona e di ogni persona, in modo da veicolare discorsi e concetti che comprendano ogni orientamento, ogni genere, ogni tipo di affetto o di sua assenza.

È difficile essere inclusivi, ci vuole impegno, basta poco e sfugge un maschile, un femminile… e non che questo sia sbagliato, le regole grammaticali sono quelle ma il Prodigioso Spaghetto Volante e la nostra fede in LVII ci hanno insegnato che nulla è preciso, nulla è eternamente uguale e nulla è definitivo e se lottiamo per cambiare le regole che nel nostro tempo riteniamo obsolete, perchè non intraprendere anche questa battaglia linguistica?

Mi chiedo quindi, che problema c’è per una ciurma di piratə nel cambiare rotta?
Non abbiamo forse utilizzato anche noi un linguaggio neutro inserendo asterischi, chioccioline, unicorni e via discorrendo?

Forse, la difficoltà, sta proprio nell’uscire dall’abitudine.
Il linguaggio sessuato È abitudine, un’abitudine che porta, involontariamente certo, a fare discriminazioni.
L’utilizzo del maschile come neutro, per indicare gruppi eterogenei, è una limitazione della nostra e di altre lingue che può essere cambiata se ci si dà l’obiettivo di comprendere tutte le innumerevoli sfaccettature che esistono tra maschile e femminile, in una realtà non binaria.

Ed è proprio qui che entri in campo tu, mia cara ə. Eh si, perchè a differenza di asterischi, chioccioline, unicorni, tu parli, emetti un suono che, nemmeno a farlo apposta, è un suono neutro.

Si ma, che suono? Nulla di complicato in realtà, un suono a cui già siamo abituatə, specialmente per chi parla inglese, francese o napoletano (che credo siano le tre lingue più parlate al mondo).
La prima A di again (əˈɡen), l’ultima E di letter (ˈledər), la prima vocale di petit (pə.ti) o le ultime due vocali di màmmeta (’mammətə), tanto per citare degli esempi.

Fin qui tutto bello ma, in conclusione, voglio avvisarti, non sarà facile.
Non sarà facile perchè già arrivare ad utilizzare entrambi i generi, a livello istituzionale, è una battaglia che si sta portando avanti e ancora non si è conclusa, ci saranno persone che diranno “ci è voluto tanto per arrivare a un Buonasera a tutte e tutti e tornare ad escludere il femminile è un errore”.

Ma io credo che qui non si tratti di escludere nessunə, si tratta solo di alzare l’asticella e puntare a un obiettivo ancora più alto: adeguarsi a quello che sta accadendo nel mondo ed essere inclusivə al massimo livello senza perdere nulla della nostra identità.

Buon 2021

Donna = Persona.
Uomo = Persona.
Tizio Nojoso = Tizio Nojoso.
Nessuno è meglio di un altro

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Un sugoso 2021: Lettera di Mastro Barbaspiedo alla Scevà

Da qualche tempo a questa parte avrete certamente notato la comparsa di qualcosa di strano nelle comunicazioni ufficiali della nostra Associazione.
Qualcosa di strano riferito proprio a voi che state leggendo, che compare perlopiù quando si parla di persone e, in qualche modo, vi comprende ed abbraccia tuttə.

Si tratta della Schwa, in italiano Scevà e in piratese ScevAHRRR.

Moltə si chiederanno “Ma di che si tratta???” ed è proprio per questo che ho deciso di scrivere a lei, o a lui… insomma a ləi.

☠ ☠ ☠ ☠

Car* /ə/, come va?
io abbastanza bene ora che ho cominciato a capirti.
Ammetto che inizialmente, quando ci eravamo incontratə da poco, ti ho trovatə antipaticə.
Si perchè a primo impatto, ammettilo, sei stranucciə, sembri una cosina un po’ caduta male, difficile da trovare sulla tastiera, appoggiatə svogliatamente al bracciolo della tua schweggiola.

Magari te ne stavi lì comodə per i fatti tuoi nel tuo alfabeto fonetico incantato e invece adesso che sei statə tiratə in ballo inconsapevolmente, ti tocca andartene in giro per il mondo e fare bella mostra di te.

Ma perchè? Devi sapere che la comunità LGBTQIA+, per la maggior parte almeno, sta da tempo cercando di usare linguaggi sempre più inclusivi per poter parlare senza discriminazioni ad ogni persona e di ogni persona, in modo da veicolare discorsi e concetti che comprendano ogni orientamento, ogni genere, ogni tipo di affetto o di sua assenza.

È difficile essere inclusivi, ci vuole impegno, basta poco e sfugge un maschile, un femminile… e non che questo sia sbagliato, le regole grammaticali sono quelle ma il Prodigioso Spaghetto Volante e la nostra fede in LVII ci hanno insegnato che nulla è preciso, nulla è eternamente uguale e nulla è definitivo e se lottiamo per cambiare le regole che nel nostro tempo riteniamo obsolete, perchè non intraprendere anche questa battaglia linguistica?

Mi chiedo quindi, che problema c’è per una ciurma di piratə nel cambiare rotta?
Non abbiamo forse utilizzato anche noi un linguaggio neutro inserendo asterischi, chioccioline, unicorni e via discorrendo?

Forse, la difficoltà, sta proprio nell’uscire dall’abitudine.
Il linguaggio sessuato È abitudine, un’abitudine che porta, involontariamente certo, a fare discriminazioni.
L’utilizzo del maschile come neutro, per indicare gruppi eterogenei, è una limitazione della nostra e di altre lingue che può essere cambiata se ci si dà l’obiettivo di comprendere tutte le innumerevoli sfaccettature che esistono tra maschile e femminile, in una realtà non binaria.

Ed è proprio qui che entri in campo tu, mia cara ə. Eh si, perchè a differenza di asterischi, chioccioline, unicorni, tu parli, emetti un suono che, nemmeno a farlo apposta, è un suono neutro.

Si ma, che suono? Nulla di complicato in realtà, un suono a cui già siamo abituatə, specialmente per chi parla inglese, francese o napoletano (che credo siano le tre lingue più parlate al mondo).
La prima A di again (əˈɡen), l’ultima E di letter (ˈledər), la prima vocale di petit (pə.ti) o le ultime due vocali di màmmeta (’mammətə), tanto per citare degli esempi.

Fin qui tutto bello ma, in conclusione, voglio avvisarti, non sarà facile.
Non sarà facile perchè già arrivare ad utilizzare entrambi i generi, a livello istituzionale, è una battaglia che si sta portando avanti e ancora non si è conclusa, ci saranno persone che diranno “ci è voluto tanto per arrivare a un Buonasera a tutte e tutti e tornare ad escludere il femminile è un errore”.

Ma io credo che qui non si tratti di escludere nessunə, si tratta solo di alzare l’asticella e puntare a un obiettivo ancora più alto: adeguarsi a quello che sta accadendo nel mondo ed essere inclusivə al massimo livello senza perdere nulla della nostra identità.

Buon 2021

Donna = Persona.
Uomo = Persona.
Tizio Nojoso = Tizio Nojoso.
Nessuno è meglio di un altro

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Un sugoso 2021: Lettera di Capitan Capunsèl de la Sareça a Confindustria

Esimi rappresentanti di Confindustria,

È con immenso piacere che mi trovo ad augurarvi un piacevole 2021, ma nel farlo non vi ruberò molto tempo, perché come ben si sa il tempo è denaro.

Il 2020 è stato un anno di grande impegno per voi, e il vostro operato ha permesso ai grandi posseditori di poter continuare il proprio profitto come se la piaga che ci ha colpito non fosse esistita.
Ma noi sappiamo la verità sul vostro cuore d’oro, e sappiamo che non è per il profitto che avete lavorato, ma per la libertà e per l’amore.

Libertà di ogni lavoratore, lavoratrice e persone lavorante che non si riconosce in questa dicotomia di genere di poter sfuggire al lockdown nella propria mesta abitazione, e poter tornare a lavorare per il bene superiore, il bene universale, l’economia globale.
Libertà di poter tornare a vedere colleghe e colleghi che tanto ci sono mancati, tornare ad incontrare e riverire i capi area, i responsabili, i direttori (quantomeno quelli che son rimasti in Italia a passare il lockdown).
Libertà di tornare a fare quello che ci rende cittadini e non solo abitanti: fatturare.
Perché è giusto dirlo e sono certo che sarete d’accordo con me, il lavoro rende liberi.
Aprendo tutto in pieno lockdown avete infatti liberato tantissime persone da molti problemi, dalla noia, dal falso lavoro, quello domestico e di cura, dal fardello del mal di vivere… più liberi di così si muore!

Non dimentichiamo l’amore però.
Amore per i e le dipendenti, amore per la tradizione, amore per le nostre radici, amore per la religione, i sacramenti, i riti.
C’è stato un boom di riti religiosi! Un incremento esorbitante, anche grazie a voi! E noi che siamo una Religione lo sappiamo quanto questo sia importante! Certo non erano né battesimi né matrimoni, né pastezzi né pastrimoni, nemmeno comunioni o sacher messe, ma sempre di riti si parla, e vedere i grafici salire è sempre un piacere.

A proposito, il vostro grande lavoro di influencer ha convinto il Governo alla riapertura, e potremmo aver bisogno di qualche consiglio. Noi come Chiesa vorremmo presto chiedere il riconoscimento allo Stato Italiano, potete dirmi come avete fatto ad ottenere questo grande successo? A ognuno i suoi segreti certo, e se non volete dirmi posso capire, ma in quel caso potreste mettere una buona parola su di noi? Sono certo che anche stavolta verreste ascoltati, siete in amicizia!

Certo, forse avere la Chiesa Pastafariana riconosciuta dallo Stato potrebbe creare in alcuni fedeli di religioni obsolete del malcontento diffuso, ma lo supereranno, e dopotutto se qualcuno si arrabbia, pazienza.

Augurandovi nuovamente un buon 2021 di libertà ed amore,
e confidando in una vostra risposta,
Vi porgo il mio più caldo abbraccio e vi Pennedico.

Scardinale Capitan Capunsèl de la Sareça

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Esimi rappresentanti di Confindustria,

È con immenso piacere che mi trovo ad augurarvi un piacevole 2021, ma nel farlo non vi ruberò molto tempo, perché come ben si sa il tempo è denaro.

Il 2020 è stato un anno di grande impegno per voi, e il vostro operato ha permesso ai grandi posseditori di poter continuare il proprio profitto come se la piaga che ci ha colpito non fosse esistita.
Ma noi sappiamo la verità sul vostro cuore d’oro, e sappiamo che non è per il profitto che avete lavorato, ma per la libertà e per l’amore.

Libertà di ogni lavoratore, lavoratrice e persone lavorante che non si riconosce in questa dicotomia di genere di poter sfuggire al lockdown nella propria mesta abitazione, e poter tornare a lavorare per il bene superiore, il bene universale, l’economia globale.
Libertà di poter tornare a vedere colleghe e colleghi che tanto ci sono mancati, tornare ad incontrare e riverire i capi area, i responsabili, i direttori (quantomeno quelli che son rimasti in Italia a passare il lockdown).
Libertà di tornare a fare quello che ci rende cittadini e non solo abitanti: fatturare.
Perché è giusto dirlo e sono certo che sarete d’accordo con me, il lavoro rende liberi.
Aprendo tutto in pieno lockdown avete infatti liberato tantissime persone da molti problemi, dalla noia, dal falso lavoro, quello domestico e di cura, dal fardello del mal di vivere… più liberi di così si muore!

Non dimentichiamo l’amore però.
Amore per i e le dipendenti, amore per la tradizione, amore per le nostre radici, amore per la religione, i sacramenti, i riti.
C’è stato un boom di riti religiosi! Un incremento esorbitante, anche grazie a voi! E noi che siamo una Religione lo sappiamo quanto questo sia importante! Certo non erano né battesimi né matrimoni, né pastezzi né pastrimoni, nemmeno comunioni o sacher messe, ma sempre di riti si parla, e vedere i grafici salire è sempre un piacere.

A proposito, il vostro grande lavoro di influencer ha convinto il Governo alla riapertura, e potremmo aver bisogno di qualche consiglio. Noi come Chiesa vorremmo presto chiedere il riconoscimento allo Stato Italiano, potete dirmi come avete fatto ad ottenere questo grande successo? A ognuno i suoi segreti certo, e se non volete dirmi posso capire, ma in quel caso potreste mettere una buona parola su di noi? Sono certo che anche stavolta verreste ascoltati, siete in amicizia!

Certo, forse avere la Chiesa Pastafariana riconosciuta dallo Stato potrebbe creare in alcuni fedeli di religioni obsolete del malcontento diffuso, ma lo supereranno, e dopotutto se qualcuno si arrabbia, pazienza.

Augurandovi nuovamente un buon 2021 di libertà ed amore,
e confidando in una vostra risposta,
Vi porgo il mio più caldo abbraccio e vi Pennedico.

Scardinale Capitan Capunsèl de la Sareça

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