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Un sugoso 2021: Lettera di Capitan Mitch lo Strozzapreti a tutti proprio

La mia lettera è indirizzata a tutti. Tutti proprio.
Quindi anche a te, che la leggi, ed a me, a noi dunque mi rivolgerò.

Se hai mai avuto a che fare con l’arte lo sai già, altrimenti devi sapere che esalta la poesia che ci circonda, perché esiste già. Sottolinea riflessioni, oggettive, sull’esistenza e sullo stato delle cose. Denuncia, mostra, evidenzia.
Parla un linguaggio che può essere comprensibile da tutti, se solo ci si ascoltasse un attimo la pancia. Una sorta di esperanto di poesia. L’arte può cambiare il mondo.

Esistono però alcune leggi che impediscono il lavoro di moltissimi artisti, e qui cito la bellissima lettera della nostra sugosa ex-pappessa Emanuela che riferisce di autori che pagano lo scotto di essersi imbattuti in queste leggi che, con la scusa di difendere un qualche non meglio specificato “sentimento religioso” censurano personaggi scomodi, censurano giornalisti, censurano artisti, censurano il libero pensiero.

Sono le famose leggi “antiblasfemia” che, con la loro applicabilità del tutto arbitraria (perché non è misurabile l’offesa al sentimento religioso), rendono un qualsiasi culto incriticabile. Grazie a queste, infatti, il censore ha armi facili, in Italia ma, nel mondo, può essere il boia, a poter usare queste armi.

Una realtà (che ha peso politico e finanziario) non criticabile, non sbeffaggiabile diventa intoccabile. Un dio innominabile è troppo potente, come lo sono i suoi vicari.

Io però non voglio citare solo le vittime di queste leggi, come già accenna Emanuela nella sua lettera (non basterebbero mille lettere per citare tutti gli eventi di massacro del libero pensiero causati da queste leggi), ma anche tutti gli artisti che con coraggio parteciperanno all’evento che stiamo organizzando: Ceci n’est pas un Blasphème, festival delle arti per la libertà di espressione, al PAN di Napoli, dove rivendicheremo laicamente e con orgoglio la libertà di espressione che queste leggi minacciano.

Lo faremo attraverso mostre tematiche, esposizioni di opere d’arte in collettiva, talk, musica, live performance, stand-up comedy.

Ecco il mio augurio per il 2021 è, per tutti noi, di poter trovare la forza e la coesione per arrivare al cuore di tutte le persone, per non dar per scontato la laicità, per difenderci, per lottare.

L’arte ci aiuterà.

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Un sugoso 2021: Lettera di Capitan Mitch lo Strozzapreti a tutti proprio

La mia lettera è indirizzata a tutti. Tutti proprio.
Quindi anche a te, che la leggi, ed a me, a noi dunque mi rivolgerò.

Se hai mai avuto a che fare con l’arte lo sai già, altrimenti devi sapere che esalta la poesia che ci circonda, perché esiste già. Sottolinea riflessioni, oggettive, sull’esistenza e sullo stato delle cose. Denuncia, mostra, evidenzia.
Parla un linguaggio che può essere comprensibile da tutti, se solo ci si ascoltasse un attimo la pancia. Una sorta di esperanto di poesia. L’arte può cambiare il mondo.

Esistono però alcune leggi che impediscono il lavoro di moltissimi artisti, e qui cito la bellissima lettera della nostra sugosa ex-pappessa Emanuela che riferisce di autori che pagano lo scotto di essersi imbattuti in queste leggi che, con la scusa di difendere un qualche non meglio specificato “sentimento religioso” censurano personaggi scomodi, censurano giornalisti, censurano artisti, censurano il libero pensiero.

Sono le famose leggi “antiblasfemia” che, con la loro applicabilità del tutto arbitraria (perché non è misurabile l’offesa al sentimento religioso), rendono un qualsiasi culto incriticabile. Grazie a queste, infatti, il censore ha armi facili, in Italia ma, nel mondo, può essere il boia, a poter usare queste armi.

Una realtà (che ha peso politico e finanziario) non criticabile, non sbeffaggiabile diventa intoccabile. Un dio innominabile è troppo potente, come lo sono i suoi vicari.

Io però non voglio citare solo le vittime di queste leggi, come già accenna Emanuela nella sua lettera (non basterebbero mille lettere per citare tutti gli eventi di massacro del libero pensiero causati da queste leggi), ma anche tutti gli artisti che con coraggio parteciperanno all’evento che stiamo organizzando: Ceci n’est pas un Blasphème, festival delle arti censurate, al PAN di Napoli, dove rivendicheremo laicamente e con orgoglio la libertà di espressione che queste leggi minacciano.

Lo faremo attraverso mostre tematiche, esposizioni di opere d’arte in collettiva, talk, musica, live performance, stand-up comedy.

Ecco il mio augurio per il 2021 è, per tutti noi, di poter trovare la forza e la coesione per arrivare al cuore di tutte le persone, per non dar per scontato la laicità, per difenderci, per lottare.

L’arte ci aiuterà.

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Un sugoso 2021: Lettera di Beverendo Gnocchetto Shardana al Prodigioso Spaghetto Volante

Ahoy Sua Sugosità, nostro Sbronzo Creatore!
Visto che ricevo quotidianamente il Tocco delle Sugose Appendici, ritengo la nostra relazione sufficientemente intima per potermi permettere di darti del Tu.

Rivolgo a Te queste mie righe, anche se so che è perfettamente inutile.
Non certo perché non esisti, come (bambini, pericolo spoiler!) Babbo Natale, Harry Potter, l’Uomo Ragno, Satana ed altri personaggi di fantasia. Certo che esisti, altrimenti in questo momento staremmo fluttuando nello spazio aperto!

Tu che sempre ci osservi avrai notato che il periodo non è dei migliori.
Già da un po’ navighiamo in acque tempestose, senza riuscire a capire quanto diavolo di un pinguino duri questa burrasca.
Una prima ondata, poi una seconda per ora non sono riuscite ad affondare il galeone. Ma quanta sofferenza, oh Sugoso!

Ora come non mai, dopo un anno di sacrifici e perdite, al principiare del 2021 l’umanità ha bisogno di sperare in un domani sereno, in cui dirsi che finalmente il peggio è a poppa.

Tuttavia, non scrivo per chiederTi che la Tua Sugosa Provvidenza scenda dal cielo per migliorare le sorti mie, dei miei cari e del Mondo intero.

In primo luogo perché, in quanto Creatore di tutte le cose, hai la responsabilità anche dell’esistenza di questo virus.
So benissimo che non c’è mai stato, da parte Tua, nessun intento sadico: sarebbe molto meschino aver creato la Terra a uso e consumo dell’essere umano, MA con qualche virus letale sparso qua e là per rendere la cosa più interessante.
Molto più logicamente, questo pianeta è casa nostra quanto dei virus, dei caribù, delle zanzare e delle piante carnivore. Più che legittimo che ciascuno faccia il proprio mestiere.

Quindi, mentre quelli della concorrenza si arrovellano per dare un senso al coesistere dell’evidenza del male nel Mondo e dell’idea di un Dio infinitamente buono, la Ciurma Pastafariana sa che l’equazione trova una sua logica con la semplice aggiunta dell’etanolo.
Pandemie, terremoti, asteroidi e ornitorinchi non potrebbero avere altra spiegazione se non quella di una divina sbronza all’origine dell’Universo!

Per questo motivo in particolare mi sembra poco efficace ricorrere all’invocazione divina.
“Poco efficace” è poi un eufemismo: quella eseguita dalla concorrenza lo scorso Marzo dell’anno ha addirittura preceduto l’impennata nei contagi!
Se tanto mi da tanto, francamente eviterei.

Sono anche piuttosto convinto che anche Tu, o Sugoso, nella Tua Ebbra Saggezza, francamente eviteresti.
Ammiro molto la Tua onestà nell’evitare qualsiasi ulteriore intervento nelle vicende umane, a parte ovviamente tenerci fissati al suolo e buttare qualche fossile qua e là per mettere alla prova la nostra fede.
Un po’ come quando noi preghiamo un po’ troppo, ma abbiamo ancora lucidità sufficiente per valutare che, pregati come siamo, non è proprio il caso di metterci al timone del nostro mezzo. Un gesto di profonda maturità, non c’è che dire.

Se non possiamo dunque riporre le nostre speranze nel Tuo intervento, ciò vuole forse dire che siamo senza speranze?

La risposta, fortunatamente, è negativa.
Noi Pastafariani sappiamo in chi l’umanità può riporre la propia fiducia: nell’umanità stessa.
Nelle abilità che Tu hai così ben congegnato per il nostro cervello pensante e nella nostra volontà di usarle al meglio, trovando nello stare insieme le risorse per tirarci fuori da questi fondali sabbiosi.

Grazie alla capacità di conoscere il tuo Creato non solo attraverso le nostre limitate percezioni, ma mediante un metodo costruito sul fondamentale assunto: siamo imperfette creature di un Dio Sbronzo, praticamente è ovvio che da qualche parte ci sbaglieremo.
Chi ha fiducia in queste capacità non perde tempo a credere di aver capito chissà cosa…giù, a studiare, a sperimentare, a falsificare, a scoprire verità mai assolute, ma soltanto vere fino a prova contraria.
Ce ne sono di persone così, e sono sicuro che stai vedendo cosa sono capaci di fare per cavarci da questo pasticcio!
Ce la stanno mettendo tutta, si stanno superando ed i risultati iniziano a vedersi.

Anche chi di noi non è del mestiere sta cercando di fare la propria parte. Ci si aggiorna e ci si organizza, sacrificando quotidianamente pezzi della nostra libertà personale per qualcosa di più importante: il bene comune.

Nonostante il dilagare di superstizioni e dogmi, la comunità scientifica e buona parte della collettività si stanno seriamente impegnando, affinché una volta lasciata la tempesta alle nostre spalle non ci sarà da gridare al Birracolo e ringraziare Te, o Spaghettoso Creatore: sapremo che il peggio è passato per merito nostro.

Perché Ti scrivo, dunque? Beh, per farTi gli auguri di un buon 2021 innanzitutto.
Ma più di ogni altra cosa per dirTi che dirti che noi, quaggiù, grazie a ciò che ci hai donato, abbiamo tutte le carte in regola e, se veramente lo vogliamo, ce la possiamo cavare benissimo da soli.
Speriamo.

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Un sugoso 2021: Lettera di Beverendo Gnocchetto Shardana al Prodigioso Spaghetto Volante

Ahoy Sua Sugosità, nostro Sbronzo Creatore!
Visto che ricevo quotidianamente il Tocco delle Sugose Appendici, ritengo la nostra relazione sufficientemente intima per potermi permettere di darti del Tu.

Rivolgo a Te queste mie righe, anche se so che è perfettamente inutile.
Non certo perché non esisti, come (bambini, pericolo spoiler!) Babbo Natale, Harry Potter, l’Uomo Ragno, Satana ed altri personaggi di fantasia. Certo che esisti, altrimenti in questo momento staremmo fluttuando nello spazio aperto!

Tu che sempre ci osservi avrai notato che il periodo non è dei migliori.
Già da un po’ navighiamo in acque tempestose, senza riuscire a capire quanto diavolo di un pinguino duri questa burrasca.
Una prima ondata, poi una seconda per ora non sono riuscite ad affondare il galeone. Ma quanta sofferenza, oh Sugoso!

Ora come non mai, dopo un anno di sacrifici e perdite, al principiare del 2021 l’umanità ha bisogno di sperare in un domani sereno, in cui dirsi che finalmente il peggio è a poppa.

Tuttavia, non scrivo per chiederTi che la Tua Sugosa Provvidenza scenda dal cielo per migliorare le sorti mie, dei miei cari e del Mondo intero.

In primo luogo perché, in quanto Creatore di tutte le cose, hai la responsabilità anche dell’esistenza di questo virus.
So benissimo che non c’è mai stato, da parte Tua, nessun intento sadico: sarebbe molto meschino aver creato la Terra a uso e consumo dell’essere umano, MA con qualche virus letale sparso qua e là per rendere la cosa più interessante.
Molto più logicamente, questo pianeta è casa nostra quanto dei virus, dei caribù, delle zanzare e delle piante carnivore. Più che legittimo che ciascuno faccia il proprio mestiere.

Quindi, mentre quelli della concorrenza si arrovellano per dare un senso al coesistere dell’evidenza del male nel Mondo e dell’idea di un Dio infinitamente buono, la Ciurma Pastafariana sa che l’equazione trova una sua logica con la semplice aggiunta dell’etanolo.
Pandemie, terremoti, asteroidi e ornitorinchi non potrebbero avere altra spiegazione se non quella di una divina sbronza all’origine dell’Universo!

Per questo motivo in particolare mi sembra poco efficace ricorrere all’invocazione divina.
“Poco efficace” è poi un eufemismo: quella eseguita dalla concorrenza lo scorso Marzo dell’anno ha addirittura preceduto l’impennata nei contagi!
Se tanto mi da tanto, francamente eviterei.

Sono anche piuttosto convinto che anche Tu, o Sugoso, nella Tua Ebbra Saggezza, francamente eviteresti.
Ammiro molto la Tua onestà nell’evitare qualsiasi ulteriore intervento nelle vicende umane, a parte ovviamente tenerci fissati al suolo e buttare qualche fossile qua e là per mettere alla prova la nostra fede.
Un po’ come quando noi preghiamo un po’ troppo, ma abbiamo ancora lucidità sufficiente per valutare che, pregati come siamo, non è proprio il caso di metterci al timone del nostro mezzo. Un gesto di profonda maturità, non c’è che dire.

Se non possiamo dunque riporre le nostre speranze nel Tuo intervento, ciò vuole forse dire che siamo senza speranze?

La risposta, fortunatamente, è negativa.
Noi Pastafariani sappiamo in chi l’umanità può riporre la propia fiducia: nell’umanità stessa.
Nelle abilità che Tu hai così ben congegnato per il nostro cervello pensante e nella nostra volontà di usarle al meglio, trovando nello stare insieme le risorse per tirarci fuori da questi fondali sabbiosi.

Grazie alla capacità di conoscere il tuo Creato non solo attraverso le nostre limitate percezioni, ma mediante un metodo costruito sul fondamentale assunto: siamo imperfette creature di un Dio Sbronzo, praticamente è ovvio che da qualche parte ci sbaglieremo.
Chi ha fiducia in queste capacità non perde tempo a credere di aver capito chissà cosa…giù, a studiare, a sperimentare, a falsificare, a scoprire verità mai assolute, ma soltanto vere fino a prova contraria.
Ce ne sono di persone così, e sono sicuro che stai vedendo cosa sono capaci di fare per cavarci da questo pasticcio!
Ce la stanno mettendo tutta, si stanno superando ed i risultati iniziano a vedersi.

Anche chi di noi non è del mestiere sta cercando di fare la propria parte. Ci si aggiorna e ci si organizza, sacrificando quotidianamente pezzi della nostra libertà personale per qualcosa di più importante: il bene comune.

Nonostante il dilagare di superstizioni e dogmi, la comunità scientifica e buona parte della collettività si stanno seriamente impegnando, affinché una volta lasciata la tempesta alle nostre spalle non ci sarà da gridare al Birracolo e ringraziare Te, o Spaghettoso Creatore: sapremo che il peggio è passato per merito nostro.

Perché Ti scrivo, dunque? Beh, per farTi gli auguri di un buon 2021 innanzitutto.
Ma più di ogni altra cosa per dirTi che dirti che noi, quaggiù, grazie a ciò che ci hai donato, abbiamo tutte le carte in regola e, se veramente lo vogliamo, ce la possiamo cavare benissimo da soli.
Speriamo.

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Un sugoso 2021: Lettera di Mastro Barbaspiedo alla Scevà

Da qualche tempo a questa parte avrete certamente notato la comparsa di qualcosa di strano nelle comunicazioni ufficiali della nostra Associazione.
Qualcosa di strano riferito proprio a voi che state leggendo, che compare perlopiù quando si parla di persone e, in qualche modo, vi comprende ed abbraccia tuttə.

Si tratta della Schwa, in italiano Scevà e in piratese ScevAHRRR.

Moltə si chiederanno “Ma di che si tratta???” ed è proprio per questo che ho deciso di scrivere a lei, o a lui… insomma a ləi.

☠ ☠ ☠ ☠

Car* /ə/, come va?
io abbastanza bene ora che ho cominciato a capirti.
Ammetto che inizialmente, quando ci eravamo incontratə da poco, ti ho trovatə antipaticə.
Si perchè a primo impatto, ammettilo, sei stranucciə, sembri una cosina un po’ caduta male, difficile da trovare sulla tastiera, appoggiatə svogliatamente al bracciolo della tua schweggiola.

Magari te ne stavi lì comodə per i fatti tuoi nel tuo alfabeto fonetico incantato e invece adesso che sei statə tiratə in ballo inconsapevolmente, ti tocca andartene in giro per il mondo e fare bella mostra di te.

Ma perchè? Devi sapere che la comunità LGBTQIA+, per la maggior parte almeno, sta da tempo cercando di usare linguaggi sempre più inclusivi per poter parlare senza discriminazioni ad ogni persona e di ogni persona, in modo da veicolare discorsi e concetti che comprendano ogni orientamento, ogni genere, ogni tipo di affetto o di sua assenza.

È difficile essere inclusivi, ci vuole impegno, basta poco e sfugge un maschile, un femminile… e non che questo sia sbagliato, le regole grammaticali sono quelle ma il Prodigioso Spaghetto Volante e la nostra fede in LVII ci hanno insegnato che nulla è preciso, nulla è eternamente uguale e nulla è definitivo e se lottiamo per cambiare le regole che nel nostro tempo riteniamo obsolete, perchè non intraprendere anche questa battaglia linguistica?

Mi chiedo quindi, che problema c’è per una ciurma di piratə nel cambiare rotta?
Non abbiamo forse utilizzato anche noi un linguaggio neutro inserendo asterischi, chioccioline, unicorni e via discorrendo?

Forse, la difficoltà, sta proprio nell’uscire dall’abitudine.
Il linguaggio sessuato È abitudine, un’abitudine che porta, involontariamente certo, a fare discriminazioni.
L’utilizzo del maschile come neutro, per indicare gruppi eterogenei, è una limitazione della nostra e di altre lingue che può essere cambiata se ci si dà l’obiettivo di comprendere tutte le innumerevoli sfaccettature che esistono tra maschile e femminile, in una realtà non binaria.

Ed è proprio qui che entri in campo tu, mia cara ə. Eh si, perchè a differenza di asterischi, chioccioline, unicorni, tu parli, emetti un suono che, nemmeno a farlo apposta, è un suono neutro.

Si ma, che suono? Nulla di complicato in realtà, un suono a cui già siamo abituatə, specialmente per chi parla inglese, francese o napoletano (che credo siano le tre lingue più parlate al mondo).
La prima A di again (əˈɡen), l’ultima E di letter (ˈledər), la prima vocale di petit (pə.ti) o le ultime due vocali di màmmeta (’mammətə), tanto per citare degli esempi.

Fin qui tutto bello ma, in conclusione, voglio avvisarti, non sarà facile.
Non sarà facile perchè già arrivare ad utilizzare entrambi i generi, a livello istituzionale, è una battaglia che si sta portando avanti e ancora non si è conclusa, ci saranno persone che diranno “ci è voluto tanto per arrivare a un Buonasera a tutte e tutti e tornare ad escludere il femminile è un errore”.

Ma io credo che qui non si tratti di escludere nessunə, si tratta solo di alzare l’asticella e puntare a un obiettivo ancora più alto: adeguarsi a quello che sta accadendo nel mondo ed essere inclusivə al massimo livello senza perdere nulla della nostra identità.

Buon 2021

Donna = Persona.
Uomo = Persona.
Tizio Nojoso = Tizio Nojoso.
Nessuno è meglio di un altro

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Un sugoso 2021: Lettera di Mastro Barbaspiedo alla Scevà

Da qualche tempo a questa parte avrete certamente notato la comparsa di qualcosa di strano nelle comunicazioni ufficiali della nostra Associazione.
Qualcosa di strano riferito proprio a voi che state leggendo, che compare perlopiù quando si parla di persone e, in qualche modo, vi comprende ed abbraccia tuttə.

Si tratta della Schwa, in italiano Scevà e in piratese ScevAHRRR.

Moltə si chiederanno “Ma di che si tratta???” ed è proprio per questo che ho deciso di scrivere a lei, o a lui… insomma a ləi.

☠ ☠ ☠ ☠

Car* /ə/, come va?
io abbastanza bene ora che ho cominciato a capirti.
Ammetto che inizialmente, quando ci eravamo incontratə da poco, ti ho trovatə antipaticə.
Si perchè a primo impatto, ammettilo, sei stranucciə, sembri una cosina un po’ caduta male, difficile da trovare sulla tastiera, appoggiatə svogliatamente al bracciolo della tua schweggiola.

Magari te ne stavi lì comodə per i fatti tuoi nel tuo alfabeto fonetico incantato e invece adesso che sei statə tiratə in ballo inconsapevolmente, ti tocca andartene in giro per il mondo e fare bella mostra di te.

Ma perchè? Devi sapere che la comunità LGBTQIA+, per la maggior parte almeno, sta da tempo cercando di usare linguaggi sempre più inclusivi per poter parlare senza discriminazioni ad ogni persona e di ogni persona, in modo da veicolare discorsi e concetti che comprendano ogni orientamento, ogni genere, ogni tipo di affetto o di sua assenza.

È difficile essere inclusivi, ci vuole impegno, basta poco e sfugge un maschile, un femminile… e non che questo sia sbagliato, le regole grammaticali sono quelle ma il Prodigioso Spaghetto Volante e la nostra fede in LVII ci hanno insegnato che nulla è preciso, nulla è eternamente uguale e nulla è definitivo e se lottiamo per cambiare le regole che nel nostro tempo riteniamo obsolete, perchè non intraprendere anche questa battaglia linguistica?

Mi chiedo quindi, che problema c’è per una ciurma di piratə nel cambiare rotta?
Non abbiamo forse utilizzato anche noi un linguaggio neutro inserendo asterischi, chioccioline, unicorni e via discorrendo?

Forse, la difficoltà, sta proprio nell’uscire dall’abitudine.
Il linguaggio sessuato È abitudine, un’abitudine che porta, involontariamente certo, a fare discriminazioni.
L’utilizzo del maschile come neutro, per indicare gruppi eterogenei, è una limitazione della nostra e di altre lingue che può essere cambiata se ci si dà l’obiettivo di comprendere tutte le innumerevoli sfaccettature che esistono tra maschile e femminile, in una realtà non binaria.

Ed è proprio qui che entri in campo tu, mia cara ə. Eh si, perchè a differenza di asterischi, chioccioline, unicorni, tu parli, emetti un suono che, nemmeno a farlo apposta, è un suono neutro.

Si ma, che suono? Nulla di complicato in realtà, un suono a cui già siamo abituatə, specialmente per chi parla inglese, francese o napoletano (che credo siano le tre lingue più parlate al mondo).
La prima A di again (əˈɡen), l’ultima E di letter (ˈledər), la prima vocale di petit (pə.ti) o le ultime due vocali di màmmeta (’mammətə), tanto per citare degli esempi.

Fin qui tutto bello ma, in conclusione, voglio avvisarti, non sarà facile.
Non sarà facile perchè già arrivare ad utilizzare entrambi i generi, a livello istituzionale, è una battaglia che si sta portando avanti e ancora non si è conclusa, ci saranno persone che diranno “ci è voluto tanto per arrivare a un Buonasera a tutte e tutti e tornare ad escludere il femminile è un errore”.

Ma io credo che qui non si tratti di escludere nessunə, si tratta solo di alzare l’asticella e puntare a un obiettivo ancora più alto: adeguarsi a quello che sta accadendo nel mondo ed essere inclusivə al massimo livello senza perdere nulla della nostra identità.

Buon 2021

Donna = Persona.
Uomo = Persona.
Tizio Nojoso = Tizio Nojoso.
Nessuno è meglio di un altro

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Un sugoso 2021: Lettera di Capitan Capunsèl de la Sareça a Confindustria

Esimi rappresentanti di Confindustria,

È con immenso piacere che mi trovo ad augurarvi un piacevole 2021, ma nel farlo non vi ruberò molto tempo, perché come ben si sa il tempo è denaro.

Il 2020 è stato un anno di grande impegno per voi, e il vostro operato ha permesso ai grandi posseditori di poter continuare il proprio profitto come se la piaga che ci ha colpito non fosse esistita.
Ma noi sappiamo la verità sul vostro cuore d’oro, e sappiamo che non è per il profitto che avete lavorato, ma per la libertà e per l’amore.

Libertà di ogni lavoratore, lavoratrice e persone lavorante che non si riconosce in questa dicotomia di genere di poter sfuggire al lockdown nella propria mesta abitazione, e poter tornare a lavorare per il bene superiore, il bene universale, l’economia globale.
Libertà di poter tornare a vedere colleghe e colleghi che tanto ci sono mancati, tornare ad incontrare e riverire i capi area, i responsabili, i direttori (quantomeno quelli che son rimasti in Italia a passare il lockdown).
Libertà di tornare a fare quello che ci rende cittadini e non solo abitanti: fatturare.
Perché è giusto dirlo e sono certo che sarete d’accordo con me, il lavoro rende liberi.
Aprendo tutto in pieno lockdown avete infatti liberato tantissime persone da molti problemi, dalla noia, dal falso lavoro, quello domestico e di cura, dal fardello del mal di vivere… più liberi di così si muore!

Non dimentichiamo l’amore però.
Amore per i e le dipendenti, amore per la tradizione, amore per le nostre radici, amore per la religione, i sacramenti, i riti.
C’è stato un boom di riti religiosi! Un incremento esorbitante, anche grazie a voi! E noi che siamo una Religione lo sappiamo quanto questo sia importante! Certo non erano né battesimi né matrimoni, né pastezzi né pastrimoni, nemmeno comunioni o sacher messe, ma sempre di riti si parla, e vedere i grafici salire è sempre un piacere.

A proposito, il vostro grande lavoro di influencer ha convinto il Governo alla riapertura, e potremmo aver bisogno di qualche consiglio. Noi come Chiesa vorremmo presto chiedere il riconoscimento allo Stato Italiano, potete dirmi come avete fatto ad ottenere questo grande successo? A ognuno i suoi segreti certo, e se non volete dirmi posso capire, ma in quel caso potreste mettere una buona parola su di noi? Sono certo che anche stavolta verreste ascoltati, siete in amicizia!

Certo, forse avere la Chiesa Pastafariana riconosciuta dallo Stato potrebbe creare in alcuni fedeli di religioni obsolete del malcontento diffuso, ma lo supereranno, e dopotutto se qualcuno si arrabbia, pazienza.

Augurandovi nuovamente un buon 2021 di libertà ed amore,
e confidando in una vostra risposta,
Vi porgo il mio più caldo abbraccio e vi Pennedico.

Scardinale Capitan Capunsèl de la Sareça

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Un sugoso 2021: Lettera di Capitan Capunsèl de la Sareça a Confindustria

Esimi rappresentanti di Confindustria,

È con immenso piacere che mi trovo ad augurarvi un piacevole 2021, ma nel farlo non vi ruberò molto tempo, perché come ben si sa il tempo è denaro.

Il 2020 è stato un anno di grande impegno per voi, e il vostro operato ha permesso ai grandi posseditori di poter continuare il proprio profitto come se la piaga che ci ha colpito non fosse esistita.
Ma noi sappiamo la verità sul vostro cuore d’oro, e sappiamo che non è per il profitto che avete lavorato, ma per la libertà e per l’amore.

Libertà di ogni lavoratore, lavoratrice e persone lavorante che non si riconosce in questa dicotomia di genere di poter sfuggire al lockdown nella propria mesta abitazione, e poter tornare a lavorare per il bene superiore, il bene universale, l’economia globale.
Libertà di poter tornare a vedere colleghe e colleghi che tanto ci sono mancati, tornare ad incontrare e riverire i capi area, i responsabili, i direttori (quantomeno quelli che son rimasti in Italia a passare il lockdown).
Libertà di tornare a fare quello che ci rende cittadini e non solo abitanti: fatturare.
Perché è giusto dirlo e sono certo che sarete d’accordo con me, il lavoro rende liberi.
Aprendo tutto in pieno lockdown avete infatti liberato tantissime persone da molti problemi, dalla noia, dal falso lavoro, quello domestico e di cura, dal fardello del mal di vivere… più liberi di così si muore!

Non dimentichiamo l’amore però.
Amore per i e le dipendenti, amore per la tradizione, amore per le nostre radici, amore per la religione, i sacramenti, i riti.
C’è stato un boom di riti religiosi! Un incremento esorbitante, anche grazie a voi! E noi che siamo una Religione lo sappiamo quanto questo sia importante! Certo non erano né battesimi né matrimoni, né pastezzi né pastrimoni, nemmeno comunioni o sacher messe, ma sempre di riti si parla, e vedere i grafici salire è sempre un piacere.

A proposito, il vostro grande lavoro di influencer ha convinto il Governo alla riapertura, e potremmo aver bisogno di qualche consiglio. Noi come Chiesa vorremmo presto chiedere il riconoscimento allo Stato Italiano, potete dirmi come avete fatto ad ottenere questo grande successo? A ognuno i suoi segreti certo, e se non volete dirmi posso capire, ma in quel caso potreste mettere una buona parola su di noi? Sono certo che anche stavolta verreste ascoltati, siete in amicizia!

Certo, forse avere la Chiesa Pastafariana riconosciuta dallo Stato potrebbe creare in alcuni fedeli di religioni obsolete del malcontento diffuso, ma lo supereranno, e dopotutto se qualcuno si arrabbia, pazienza.

Augurandovi nuovamente un buon 2021 di libertà ed amore,
e confidando in una vostra risposta,
Vi porgo il mio più caldo abbraccio e vi Pennedico.

Scardinale Capitan Capunsèl de la Sareça

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Un sugoso 2021: Lettera di Scialatiella Piccante a ignoti

Alcune delle persone a cui oggi vorrei scrivere una lettera non ci sono più.

Vorrei scrivere a Samuel Paty, docente decapitato da un fanatico religioso.

Vorrei scrivere a Sarah Hijazi, attivista LGBT, morta suicida, oppressa dal ricordo delle torture e delle sevizie subite in carcere a opera di fanatici religiosi.

Avrebbe più senso, forse, scrivere a quanti stanno ancora lottando per la libertà. Dovrei scrivere a Ahmed Rashid Tutul, coraggioso editore (ha pubblicato i libri di Avijit Roy, scienziato e umanista assassinato) sopravvissuto a un tentativo di omicidio.

Oppure, potrei rivolgere parole di sostegno a Mubarak Bala, presidente della Humanist Association of Nigeria, condannato per blasfemia. Questo 21 dicembre il tribunale ha ordinato il suo rilascio, ma la polizia si è rifiutata di metterlo in libertà.

Potrei scrivere a Yahaya Aminu Sharif, cantante di 22 anni, o a Umar Farooq, di soli 13 anni, entrambi in carcere in attesa di sentenza. Dunque la religione è legge.

Potrei scrivere ai tanti artisti finiti a processo per aver espresso opinioni o opere anticlericali: Willy Toledo, assolto dall’accusa mossa da un’associazione di avvocati cristiani, la Procura ne ha chiesto subito l’assoluzione; le attiviste della procession of the Insubordinate Pussy, anch’esse finite in tribunale a difendere le proprie idee; gli autori della trasmissione satirico “HaYehudim Baim” (“Gli ebrei stanno arrivando”) che, a causa delle pressioni dell’associazione di estrema destra LEHAVA, rischiano la cancellazione del programma, giunto alla quarta stagione.

Dovrei scrivere, allora, all’artista Abel Azcona, denunciato dall’Arcivescovo di Pamplona e Tudela, dalla delegazione del governo in Navarra, dall’Associazione Spagnola degli Avvocati Cattolici per presunta profanazione e blasfemia. Dopo cinque anni di persecuzione giudiziaria per le sue opere critiche nei confronti della Chiesa cattolica e, più specificamente, di denuncia della pedofilia, Azcona ha annunciato il suo intento di “disobbedire”. Lo scorso anno, l’Alta Corte di Giustizia della Catalogna ha emesso un mandato di arresto giudiziario, in quanto l’artista non si era presentato in udienza per la terza volta. Azcona è andato in esilio in Portogallo.

Più che a chiunque altro, scriverei a Leo Bassi che, dedicando la propria strabiliante arte ai falsi miti della religione, nel 2012 ha fondato una chiesa, la Iglesia Patólica, un tempio ateo dedicato alla papera. Scriverei a lui perché, nonostante la bomba lasciata nel suo camerino nel 2006 e l’incendio doloso che nel 2016 il suo Paticano ha subito, continua a liberarci dal fanatismo con l’arma potentissima della comicità.

Non saprei. Probabilmente, al contrario, dovrei scrivere a chi invece ha rinunciato, costretto a un passo indietro.

In tal caso, sarebbe bellissimo poter scrivere a Molly Norris che oggi vive sotto protezione e nascosta. Aveva lanciato l’Everybody Draw Muhammad Day (il giorno in cui tutti disegnano Maometto), ma l’antagonista Against Everybody Draw Mohammed Day ha avuto la meglio. Nel marzo 2013, Inspire di Al Qaeda l’ha inclusa nella lista intitolata “Wanted: Dead or Alive for Crimes Against Islam”.

Sarebbe altrettanto emozionante scrivere ad Hans Teeuwen, il cabarettista che, dopo l’uccisione dell’amico Van Gogh, aveva realizzato un video di quattro minuti: «Buona sera signore e signori, questo è il mio nastro suicida. Ho deciso di scrivere un delizioso finale alla mia vita, vale a dire morire per la libertà di parola. La lotta contro i fascio-islamici deve continuare. Possiamo ancora dire il cazzo che vogliamo». Scriverei a lui perché, successivamente, a seguito del massacro alla redazione di Charlie Hebdo, dichiarò: «Dobbiamo avere il coraggio di dire che la libertà di espressione non esiste più».
No.

Queste lettere, se le scrivessi, sarebbero tutte da stracciare.

Quella che voglio veramente scrivere è indirizzata a ignoti.
La religione, in questo mondo sofferente, attraversato da malattie, separazioni e ingiustizie, può decidere che ruolo avere nella la storia che si consuma tra le passioni e le fragilità degli esseri umani. Riponete la pietra a terra. Non siate tribunali che mandano al supplizio e alla croce.

Se la religione promuove e giustifica la prigione, la morte, la vendetta, la persecuzione, a voi ignoti fedeli assassini scrivo. Scrivo con dolore e strazio, con determinazione e convinzione che – se così stanno le cose – la vostra idea è tra le idee che il 2021 con forza, coraggio e responsabilità deve fare il possibile per cambiare.

Nel mondo che vorrei, il vento che gonfia le vele è quello delle idee migliori.

Piratessa Scialatiella Piccante

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Un sugoso 2021: Lettera di Scialatiella Piccante a ignoti

Alcune delle persone a cui oggi vorrei scrivere una lettera non ci sono più.

Vorrei scrivere a Samuel Paty, docente decapitato da un fanatico religioso.

Vorrei scrivere a Sarah Hijazi, attivista LGBT, morta suicida, oppressa dal ricordo delle torture e delle sevizie subite in carcere a opera di fanatici religiosi.

Avrebbe più senso, forse, scrivere a quanti stanno ancora lottando per la libertà. Dovrei scrivere a Ahmed Rashid Tutul, coraggioso editore (ha pubblicato i libri di Avijit Roy, scienziato e umanista assassinato) sopravvissuto a un tentativo di omicidio.

Oppure, potrei rivolgere parole di sostegno a Mubarak Bala, presidente della Humanist Association of Nigeria, condannato per blasfemia. Questo 21 dicembre il tribunale ha ordinato il suo rilascio, ma la polizia si è rifiutata di metterlo in libertà.

Potrei scrivere a Yahaya Aminu Sharif, cantante di 22 anni, o a Umar Farooq, di soli 13 anni, entrambi in carcere in attesa di sentenza. Dunque la religione è legge.

Potrei scrivere ai tanti artisti finiti a processo per aver espresso opinioni o opere anticlericali: Willy Toledo, assolto dall’accusa mossa da un’associazione di avvocati cristiani, la Procura ne ha chiesto subito l’assoluzione; le attiviste della procession of the Insubordinate Pussy, anch’esse finite in tribunale a difendere le proprie idee; gli autori della trasmissione satirico “HaYehudim Baim” (“Gli ebrei stanno arrivando”) che, a causa delle pressioni dell’associazione di estrema destra LEHAVA, rischiano la cancellazione del programma, giunto alla quarta stagione.

Dovrei scrivere, allora, all’artista Abel Azcona, denunciato dall’Arcivescovo di Pamplona e Tudela, dalla delegazione del governo in Navarra, dall’Associazione Spagnola degli Avvocati Cattolici per presunta profanazione e blasfemia. Dopo cinque anni di persecuzione giudiziaria per le sue opere critiche nei confronti della Chiesa cattolica e, più specificamente, di denuncia della pedofilia, Azcona ha annunciato il suo intento di “disobbedire”. Lo scorso anno, l’Alta Corte di Giustizia della Catalogna ha emesso un mandato di arresto giudiziario, in quanto l’artista non si era presentato in udienza per la terza volta. Azcona è andato in esilio in Portogallo.

Più che a chiunque altro, scriverei a Leo Bassi che, dedicando la propria strabiliante arte ai falsi miti della religione, nel 2012 ha fondato una chiesa, la Iglesia Patólica, un tempio ateo dedicato alla papera. Scriverei a lui perché, nonostante la bomba lasciata nel suo camerino nel 2006 e l’incendio doloso che nel 2016 il suo Paticano ha subito, continua a liberarci dal fanatismo con l’arma potentissima della comicità.

Non saprei. Probabilmente, al contrario, dovrei scrivere a chi invece ha rinunciato, costretto a un passo indietro.

In tal caso, sarebbe bellissimo poter scrivere a Molly Norris che oggi vive sotto protezione e nascosta. Aveva lanciato l’Everybody Draw Muhammad Day (il giorno in cui tutti disegnano Maometto), ma l’antagonista Against Everybody Draw Mohammed Day. Nel marzo 2013, Inspire di Al Qaeda l’ha inclusa nella lista intitolata “Wanted: Dead or Alive for Crimes Against Islam”.

Sarebbe altrettanto emozionante scrivere ad Hans Teeuwen, il cabarettista che, dopo l’uccisione dell’amico Van Gogh, aveva realizzato un video di quattro minuti: «Buona sera signore e signori, questo è il mio nastro suicida. Ho deciso di scrivere un delizioso finale alla mia vita, vale a dire morire per la libertà di parola. La lotta contro i fascio-islamici deve continuare. Possiamo ancora dire il cazzo che vogliamo». Scriverei a lui perché, successivamente, a seguito del massacro alla redazione di Charlie Hebdo, dichiarò: «Dobbiamo avere il coraggio di dire che la libertà di espressione non esiste più».
No.

Queste lettere, se le scrivessi, sarebbero tutte da stracciare.

Quella che voglio veramente scrivere è indirizzata a ignoti.
La religione, in questo mondo sofferente, attraversato da malattie, separazioni e ingiustizie, può decidere che ruolo avere nella la storia che si consuma tra le passioni e le fragilità degli esseri umani. Riponete la pietra a terra. Non siate tribunali che mandano al supplizio e alla croce.

Se la religione promuove e giustifica la prigione, la morte, la vendetta, la persecuzione, a voi ignoti fedeli assassini scrivo. Scrivo con dolore e strazio, con determinazione e convinzione che – se così stanno le cose – la vostra idea è tra le idee che il 2021 con forza, coraggio e responsabilità deve fare il possibile per cambiare.

Nel mondo che vorrei, il vento che gonfia le vele è quello delle idee migliori.

Piratessa Scialatiella Piccante

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