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Un sugoso 2021: Lettera di Scialatiella Piccante a ignoti

Alcune delle persone a cui oggi vorrei scrivere una lettera non ci sono più.

Vorrei scrivere a Samuel Paty, docente decapitato da un fanatico religioso.

Vorrei scrivere a Sarah Hijazi, attivista LGBT, morta suicida, oppressa dal ricordo delle torture e delle sevizie subite in carcere a opera di fanatici religiosi.

Avrebbe più senso, forse, scrivere a quanti stanno ancora lottando per la libertà. Dovrei scrivere a Ahmed Rashid Tutul, coraggioso editore (ha pubblicato i libri di Avijit Roy, scienziato e umanista assassinato) sopravvissuto a un tentativo di omicidio.

Oppure, potrei rivolgere parole di sostegno a Mubarak Bala, presidente della Humanist Association of Nigeria, condannato per blasfemia. Questo 21 dicembre il tribunale ha ordinato il suo rilascio, ma la polizia si è rifiutata di metterlo in libertà.

Potrei scrivere a Yahaya Aminu Sharif, cantante di 22 anni, o a Umar Farooq, di soli 13 anni, entrambi in carcere in attesa di sentenza. Dunque la religione è legge.

Potrei scrivere ai tanti artisti finiti a processo per aver espresso opinioni o opere anticlericali: Willy Toledo, assolto dall’accusa mossa da un’associazione di avvocati cristiani, la Procura ne ha chiesto subito l’assoluzione; le attiviste della procession of the Insubordinate Pussy, anch’esse finite in tribunale a difendere le proprie idee; gli autori della trasmissione satirico “HaYehudim Baim” (“Gli ebrei stanno arrivando”) che, a causa delle pressioni dell’associazione di estrema destra LEHAVA, rischiano la cancellazione del programma, giunto alla quarta stagione.

Dovrei scrivere, allora, all’artista Abel Azcona, denunciato dall’Arcivescovo di Pamplona e Tudela, dalla delegazione del governo in Navarra, dall’Associazione Spagnola degli Avvocati Cattolici per presunta profanazione e blasfemia. Dopo cinque anni di persecuzione giudiziaria per le sue opere critiche nei confronti della Chiesa cattolica e, più specificamente, di denuncia della pedofilia, Azcona ha annunciato il suo intento di “disobbedire”. Lo scorso anno, l’Alta Corte di Giustizia della Catalogna ha emesso un mandato di arresto giudiziario, in quanto l’artista non si era presentato in udienza per la terza volta. Azcona è andato in esilio in Portogallo.

Più che a chiunque altro, scriverei a Leo Bassi che, dedicando la propria strabiliante arte ai falsi miti della religione, nel 2012 ha fondato una chiesa, la Iglesia Patólica, un tempio ateo dedicato alla papera. Scriverei a lui perché, nonostante la bomba lasciata nel suo camerino nel 2006 e l’incendio doloso che nel 2016 il suo Paticano ha subito, continua a liberarci dal fanatismo con l’arma potentissima della comicità.

Non saprei. Probabilmente, al contrario, dovrei scrivere a chi invece ha rinunciato, costretto a un passo indietro.

In tal caso, sarebbe bellissimo poter scrivere a Molly Norris che oggi vive sotto protezione e nascosta. Aveva lanciato l’Everybody Draw Muhammad Day (il giorno in cui tutti disegnano Maometto), ma l’antagonista Against Everybody Draw Mohammed Day ha avuto la meglio. Nel marzo 2013, Inspire di Al Qaeda l’ha inclusa nella lista intitolata “Wanted: Dead or Alive for Crimes Against Islam”.

Sarebbe altrettanto emozionante scrivere ad Hans Teeuwen, il cabarettista che, dopo l’uccisione dell’amico Van Gogh, aveva realizzato un video di quattro minuti: «Buona sera signore e signori, questo è il mio nastro suicida. Ho deciso di scrivere un delizioso finale alla mia vita, vale a dire morire per la libertà di parola. La lotta contro i fascio-islamici deve continuare. Possiamo ancora dire il cazzo che vogliamo». Scriverei a lui perché, successivamente, a seguito del massacro alla redazione di Charlie Hebdo, dichiarò: «Dobbiamo avere il coraggio di dire che la libertà di espressione non esiste più».
No.

Queste lettere, se le scrivessi, sarebbero tutte da stracciare.

Quella che voglio veramente scrivere è indirizzata a ignoti.
La religione, in questo mondo sofferente, attraversato da malattie, separazioni e ingiustizie, può decidere che ruolo avere nella la storia che si consuma tra le passioni e le fragilità degli esseri umani. Riponete la pietra a terra. Non siate tribunali che mandano al supplizio e alla croce.

Se la religione promuove e giustifica la prigione, la morte, la vendetta, la persecuzione, a voi ignoti fedeli assassini scrivo. Scrivo con dolore e strazio, con determinazione e convinzione che – se così stanno le cose – la vostra idea è tra le idee che il 2021 con forza, coraggio e responsabilità deve fare il possibile per cambiare.

Nel mondo che vorrei, il vento che gonfia le vele è quello delle idee migliori.

Piratessa Scialatiella Piccante

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Un sugoso 2021: Lettera di Scialatiella Piccante a ignoti

Alcune delle persone a cui oggi vorrei scrivere una lettera non ci sono più.

Vorrei scrivere a Samuel Paty, docente decapitato da un fanatico religioso.

Vorrei scrivere a Sarah Hijazi, attivista LGBT, morta suicida, oppressa dal ricordo delle torture e delle sevizie subite in carcere a opera di fanatici religiosi.

Avrebbe più senso, forse, scrivere a quanti stanno ancora lottando per la libertà. Dovrei scrivere a Ahmed Rashid Tutul, coraggioso editore (ha pubblicato i libri di Avijit Roy, scienziato e umanista assassinato) sopravvissuto a un tentativo di omicidio.

Oppure, potrei rivolgere parole di sostegno a Mubarak Bala, presidente della Humanist Association of Nigeria, condannato per blasfemia. Questo 21 dicembre il tribunale ha ordinato il suo rilascio, ma la polizia si è rifiutata di metterlo in libertà.

Potrei scrivere a Yahaya Aminu Sharif, cantante di 22 anni, o a Umar Farooq, di soli 13 anni, entrambi in carcere in attesa di sentenza. Dunque la religione è legge.

Potrei scrivere ai tanti artisti finiti a processo per aver espresso opinioni o opere anticlericali: Willy Toledo, assolto dall’accusa mossa da un’associazione di avvocati cristiani, la Procura ne ha chiesto subito l’assoluzione; le attiviste della procession of the Insubordinate Pussy, anch’esse finite in tribunale a difendere le proprie idee; gli autori della trasmissione satirico “HaYehudim Baim” (“Gli ebrei stanno arrivando”) che, a causa delle pressioni dell’associazione di estrema destra LEHAVA, rischiano la cancellazione del programma, giunto alla quarta stagione.

Dovrei scrivere, allora, all’artista Abel Azcona, denunciato dall’Arcivescovo di Pamplona e Tudela, dalla delegazione del governo in Navarra, dall’Associazione Spagnola degli Avvocati Cattolici per presunta profanazione e blasfemia. Dopo cinque anni di persecuzione giudiziaria per le sue opere critiche nei confronti della Chiesa cattolica e, più specificamente, di denuncia della pedofilia, Azcona ha annunciato il suo intento di “disobbedire”. Lo scorso anno, l’Alta Corte di Giustizia della Catalogna ha emesso un mandato di arresto giudiziario, in quanto l’artista non si era presentato in udienza per la terza volta. Azcona è andato in esilio in Portogallo.

Più che a chiunque altro, scriverei a Leo Bassi che, dedicando la propria strabiliante arte ai falsi miti della religione, nel 2012 ha fondato una chiesa, la Iglesia Patólica, un tempio ateo dedicato alla papera. Scriverei a lui perché, nonostante la bomba lasciata nel suo camerino nel 2006 e l’incendio doloso che nel 2016 il suo Paticano ha subito, continua a liberarci dal fanatismo con l’arma potentissima della comicità.

Non saprei. Probabilmente, al contrario, dovrei scrivere a chi invece ha rinunciato, costretto a un passo indietro.

In tal caso, sarebbe bellissimo poter scrivere a Molly Norris che oggi vive sotto protezione e nascosta. Aveva lanciato l’Everybody Draw Muhammad Day (il giorno in cui tutti disegnano Maometto), ma l’antagonista Against Everybody Draw Mohammed Day. Nel marzo 2013, Inspire di Al Qaeda l’ha inclusa nella lista intitolata “Wanted: Dead or Alive for Crimes Against Islam”.

Sarebbe altrettanto emozionante scrivere ad Hans Teeuwen, il cabarettista che, dopo l’uccisione dell’amico Van Gogh, aveva realizzato un video di quattro minuti: «Buona sera signore e signori, questo è il mio nastro suicida. Ho deciso di scrivere un delizioso finale alla mia vita, vale a dire morire per la libertà di parola. La lotta contro i fascio-islamici deve continuare. Possiamo ancora dire il cazzo che vogliamo». Scriverei a lui perché, successivamente, a seguito del massacro alla redazione di Charlie Hebdo, dichiarò: «Dobbiamo avere il coraggio di dire che la libertà di espressione non esiste più».
No.

Queste lettere, se le scrivessi, sarebbero tutte da stracciare.

Quella che voglio veramente scrivere è indirizzata a ignoti.
La religione, in questo mondo sofferente, attraversato da malattie, separazioni e ingiustizie, può decidere che ruolo avere nella la storia che si consuma tra le passioni e le fragilità degli esseri umani. Riponete la pietra a terra. Non siate tribunali che mandano al supplizio e alla croce.

Se la religione promuove e giustifica la prigione, la morte, la vendetta, la persecuzione, a voi ignoti fedeli assassini scrivo. Scrivo con dolore e strazio, con determinazione e convinzione che – se così stanno le cose – la vostra idea è tra le idee che il 2021 con forza, coraggio e responsabilità deve fare il possibile per cambiare.

Nel mondo che vorrei, il vento che gonfia le vele è quello delle idee migliori.

Piratessa Scialatiella Piccante

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Un sugoso 2021: lettera di Avocada Orecchietta Strozzapreti dei Sette Ricci all’UAAR

Cari ateacci,
ci tengo a dedicarvi un pensiero per augurarvi buon anno!

Vi voglio ringraziare perché alcune delle vostre battaglie sono anche le nostre.
Certo non finirete nel paradiso di birra per i vostri meriti, li ci finiremo noi, ma non possiamo negare che ci date una gran mano.

Non ci è chiaro perché non crediate nel Prodigioso Spaghetto Volante, questo mondo imperfetto è chiaramente frutto di un Dio imperfetto, ma scommetto che negli ultimi tempi ve ne siete accorti anche voi.

Però ci è chiaro che combattete contro le ingiustizie e che il TAR vi ha dato ragione e stabilito che il Ministero dell’istruzione ha discriminato per anni chi sceglie di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica.
Questo è un ottimo passo per la libertà di scelta e ci avvicina sempre di più alla possibilità di chiedere l’insegnamento della religione pastafariana nelle scuole.

Inoltre anche la Cassazione vi ha dato ragione: atei e agnostici non possono essere discriminati in quanto non credenti.
E sappiamo che anche se questo non vi farà guadagnare un paradiso pieno zeppo di spogliarellist*, come appartenenti ad una religione che crede nella libertà di espressione non possiamo che appoggiare in pieno la vostra iniziativa.

A questo si aggiungono molte battaglie per i diritti civili che dimostrano come, laddove ci sia il rispetto del prossimo e della libera autodeterminazione dell’individuo, religiosi, atei e agnostici possono camminare l’uno accanto all’altro collaborando pacificamente per un futuro migliore.

Quindi anche se non amate pregare, stapperò una birra per voi, perché siamo consapevoli che non serve essere credenti per essere delle persone migliori!
Anche se essere pastafariani rende indubbiamente più appetitosa la vita.

Buon 2021,
Magnifica Preside Avocada Orecchietta Strozzapreti dei Sette Ricci

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Un sugoso 2021: lettera di Avocada Orecchietta Strozzapreti dei Sette Ricci all’UAAR

Cari ateacci,
ci tengo a dedicarvi un pensiero per augurarvi buon anno!

Vi voglio ringraziare perché alcune delle vostre battaglie sono anche le nostre.
Certo non finirete nel paradiso di birra per i vostri meriti, li ci finiremo noi, ma non possiamo negare che ci date una gran mano.

Non ci è chiaro perché non crediate nel Prodigioso Spaghetto Volante, questo mondo imperfetto è chiaramente frutto di un Dio imperfetto, ma scommetto che negli ultimi tempi ve ne siete accorti anche voi.

Però ci è chiaro che combattete contro le ingiustizie e che il TAR vi ha dato ragione e stabilito che il Ministero dell’istruzione ha discriminato per anni chi sceglie di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica.
Questo è un ottimo passo per la libertà di scelta e ci avvicina sempre di più alla possibilità di chiedere l’insegnamento della religione pastafariana nelle scuole.

Inoltre anche la Cassazione vi ha dato ragione: atei e agnostici non possono essere discriminati in quanto non credenti.
E sappiamo che anche se questo non vi farà guadagnare un paradiso pieno zeppo di spogliarellist*, come appartenenti ad una religione che crede nella libertà di espressione non possiamo che appoggiare in pieno la vostra iniziativa.

A questo si aggiungono molte battaglie per i diritti civili che dimostrano come, laddove ci sia il rispetto del prossimo e della libera autodeterminazione dell’individuo, religiosi, atei e agnostici possono camminare l’uno accanto all’altro collaborando pacificamente per un futuro migliore.

Quindi anche se non amate pregare, stapperò una birra per voi, perché siamo consapevoli che non serve essere credenti per essere delle persone migliori!
Anche se essere pastafariani rende indubbiamente più appetitosa la vita.

Buon 2021,
Magnifica Preside Avocada Orecchietta Strozzapreti dei Sette Ricci

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Discorso della Pappessa – Congresso della Famiglia a Verona 2019

 

Discorso della Pappessa della Chiesa Pastafariana Italiana ai partecpanti al Congresso della Famiglia, Verona, 30/03/2019

 


 

 

Ecco l’appuntamento pastafariano per le Tagliatelle in Piedi @ Verona! Per la difesa della Famiglia Tradizionale Pastafariana che tutti ormai sanno che è composta da un numero n di persone di n genere ed orientamento sessuale e la loro prole (qualsiasi ne sia la provenienza)!

 

 

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San Patrizio e santi pastafariani?

LETTERA
Cara piratessa,
sono diventato pastafariano forse per il motivo sbagliato: mi piaceva tantissimo una piratessa e volevo destare la sua attenzione. Poi c’ho preso gusto. Spesso, però, anche a causa della mia ignoranza, mi trovo di fronte ad interrogativi e tentazioni all’incoerenza e, sebbene la mia piratessa sia tollerante e comprensiva, io non vorrei sembrarle un pastafariano senza spina dorsale.
Come voi, sono un eccellente bevitore di birra. Recentemente è stato S. Patrizio… Ma ha senso festeggiare un santo cattolico per onorare il piacere della birra?
La Chiesa pastafariana ha un calendario di festività? Non vorrei ricorrere a quelle di altre religioni pur di spassarmela, perché quando ho partecipato alla festa di S. Patrizio non sapevo se sentirmi in colpa o meno.
Pirata dubbioso.

RISPOSTA

3

Mio caro pirata,
per prima cosa vorrei dirti che il motivo per cui sei diventato pirata è gustosissimo.
Quando hai dei dubbi, chiediti sempre cosa farebbe un pirata. Tu stesso puoi leggere le risposte su Il libro sacro del Prodigioso Spaghetto Volante scritto dal nostro profeta Bobby Henderson, in Italia edito da Mondadori [che sia edito da Mondadori è prova evidente del grandissimo senso dell’umorismo del nostro PSV]. Voglio anticiparti che la risposta numero 5 dice: «Trovati una fanciulla». Tu l’hai trovata, dunque almeno un punto su cinque, che farebbe di te un vero pirata, ce l’hai.
Vengo all’oggetto della tua missiva. Recentemente anche una Ministra di culto, a capo della Pannocchia pastafariana romana, ha posto un problema analogo. S. Patrizio è ritenuto popolarmente protettore della birra e per questa ragione la ricorrenza fa gola ai pastafariani. Ma come è stato fatto notare da una nostra piratessa, nonché mia figlia pastafariana, la santificazione di S. Patrizio è legata alla presunta liberazione dell’Irlanda dai serpenti. Gli irlandesi hanno festeggiato l’evento secondo la loro tradizione: sbronzandosi. Quindi festeggiamo S. Patrizio, unicamente per sbronzarci. Ma abbiamo bisogno di S. Patrizio per sbronzarci? Direi di no.
Penso però che tu possa partecipare a qualsiasi festa; se ti turba [e lo capisco] partecipare a quelle di origine cattolica, ti informo che esse perdono ogni loro valenza sacra se operi sui simboli religiosi presenti rito di telesacralizzazione [con la telesacralizzazione puoi sbenedire gli oggetti sacri a distanza, semplicemente mandandoci una loro foto con sopra lo scolapasta o direttamente la pasta], desanteizzando il santo e le relative icone presenti alla festa, alla quale quindi prenderesti parte senza alcuna insidia. San Patrizio non sarebbe festeggiato come santo, ma come semplice simpaticone.
I pastafariani, essendo critici, curiosi e simpatici, si confrontano con le altre religioni e hanno, ad ogni modo, esaminato la questione “santi, martiri e protettori”. La nostra Chiesa ne ha di ufficiali?
I pirati, solleticati dall’interrogativo hanno risposto suggerendo al culto dei frittelli: San Baffo Moretti, SanBuca, San Dokan, San Dropertini. -San Cüles, -San Capelä, S. Pritz allora, San Dramílo, ma il Priore di Roma con oculata serietà pastafariana mi ha invitata a fare riferimento al nostro calendario che, purtroppo non è aggiornato dal 2013, ma contiene un santo decisamente pastafariano, San Michele protomartire, da ricordare l’8 aprile. Michele, nel 2012 è stato ingiustamente accusato di follia per la sua fede pastafariana tanto che il suo comprensibilissimo gesto di recuperare lo scolapasta caduto nell’Arno è stato scambiato per un tentativo di suicidio. A seguito di ciò il nostro protomartire ha visto insultato il suo spirito sugoso dalla macchina mediatica del fango.
Spero di aver sciolto i tuoi dubbi.
Birreluhia Frittello!

P.S. : nella foto che allego si evince un mio modo personale di rispondere ai dubbi: ascoltarli mentre impasto. Viene sempre tutto meglio, dopo una bella impastata!

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La vostra religione blasfema!

Lettera

Mentre mio figlio era fuori con gli amici, ho aperto la porta della sua stanza che aveva chiuso con fare silenzioso e sospetto. Infatti, ho poi trovato tra le sue cose l’orripilante simbolo della vostra religione blasfema.

Vi scrivo per esprimere la mia indignazione. Plagiate menti ancora giovani con argomenti superficiali, senza senso. Vedo che la vostra organizzazione è composta di adulti, di miei coetanei. Resto attonita. Nessuno di voi ha come me figli universitari? Vi fa piacere che perdano tempo con queste ridicole affermazioni? Ma quale spaghetto volante? Ma quale polpette!

E poi, lei! Che si fa chiamare Scialatiella Piccante?Ma le sembra il caso? “Piccante”… Ha il coraggio dire in che senso?

Lettera firmata

Risposta

Gentile signora,

dopo aver letto la sua missiva ho subito provveduto a nutrirmi: la saggezza del Prodigioso Spaghetto Volante ci raccscialatiella-piccante-3omanda di riempire lo stomaco, prima di affrontare persone come lei.

Posso quindi rispondere punto per punto alla sua stimolante lettera (stimolante davvero, soprattutto per l’effetto coprocorporale).

Non è esatto definirci blasfemi, in quanto non abbiamo nulla contro la divinità (avendo una divinità noi stessi) e nemmeno contro i sentimenti d’amore rivolti a un qualsiasi dio (avendo anche noi sentimenti d’amore). Tuttavia, giacché contestiamo i fondamenti delle religioni che discendono da talune divinità variamente venerate nel mondo, direi piuttosto che siamo eretici. Eretici, sì. Che vuole fare, signora cara, vuole accendere le carbonelle?

Durante l’assenza di suo figlio, lei si è infiltrata nella stanza frugando tra le sue cose. Ci domanda dei nostri figli. Anzitutto, non hanno bisogno di chiudere la porta della loro stanza, né di nascondere i simboli “orripilanti” dei loro interessi.

La sua vita, cara signora, è illuminata da un crocifisso. La mia da un boccale di birra. Si meraviglia che io sia più felice?

Al termine della sua lettera fa riferimento al mio nome di battaglia, scelto, con mio grande onore, durante una solenne e serissima sessione del Conclave. Pertanto, a questo punto, devo proprio farle una domanda io. Mi scusi… Ma, secondo lei, quanti sensi può avere la parola “piccante”? Lei rinuncerebbe a uno dei suoi cinque sensi? E perché una piratessa pastafariana dovrebbe rinunciare a uno dei suoi? Presumo che adesso possa intuire la mia posizione, se sia il caso o meno di avere un senso piccante. È sempre un senso in più! E forse dovrebbe averlo anche lei.

Beverenda Scialatiella Piccantissima

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Lettera della Pappessa al Sindaco Luigi De Magistris

Caro sig. Sindaco,

il 24 luglio 2018 con posta certificata la Chiesa Pastafariana Italiana, di cui sono Pastefice Massimo, inoltrava una richiesta di nulla osta per la concessione di uno spazio pubblico e di patrocinio morale con esenzione del canone di occupazione.

Lo spazio era richiesto per la realizzazione di una area temporanea e protetta ove ospitare opere d’arte e performance artistiche minacciate di censura per motivi religiosi. L’iniziativa si sarebbe dovuta svolgere il 30 settembre, in occasione della Giornata internazionale della Blasfemia, istituita dal Center for Inquiry e dal Council for Secular Humanism per tutelare la libertà di espressione e per favorire una società laica.

Il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, destinatario della lettera.

Non essendo pervenuta a noi alcuna risposta, non abbiamo potuto completare la procedura lasciando in sospeso gli artisti nazionali e internazionali che avrebbero preso parte alla Giornata.

La Sua Amministrazione si presenta pubblicamente come un’amministrazione trasparente, portatrice di valori di inclusività, della cultura della differenza, si dichiara disposta ad avvalorare le iniziative dei cittadini volte a costruire una vita collettiva partecipata. Se un’amministrazione così efficiente manca di rispondere, non avendo elementi per accusarla di sciatteria burocratica, devo valutare la possibilità che Lei sia in difficoltà per ragioni ideologiche.

In tal caso, ho l’obbligo spirituale di aiutarLa a tenere presente la funzione essenzialmente laica del Suo servizio alla comunità.

La neutralità dello Stato di fronte alle religioni e agli opposti sistemi di pensiero, caro Sindaco, configura un dovere sereno e consapevole di imparzialità. Di fronte a opere artistiche religiosamente ispirate e ad altre, critiche e provocatorie, l’imparzialità consiste in un atteggiamento che non determini censura preventiva, ma pari diritti tra le due contrapposte visioni.

Certamente Lei non ha bisogno che io Le ricordi che la democrazia non coincide con la teocrazia.

Sono convinta che Lei sappia che concedere a una manifestazione laica la gratuità del canone di occupazione non significa dichiarare appoggio personale alla blasfemia, ma significa riconoscere che un’associazione no profit pur proponendo opere artistiche laiche, svolge il suo lavoro, egualmente prezioso di quello mosso dai valori della fede; significa riconoscere che un’associazione no profit non può essere penalizzata solo perché interessata a promuovere la laicità dello Stato, in quanto un’Amministrazione pubblica tratta con neutralità i contenuti delle diverse opinioni e ha il dovere di sincerarsi solo dell’effettiva capacità economica delle organizzazioni e della legalità delle attività svolte.

È fondamentale, in questo momento, dimostrare che la paura delle reazioni dei religiosi non può limitare il pensiero critico o l’urgenza soggettiva degli artisti.

La sugosissima Scialatiella Piccante I, Pappessa dei Pastafariani d’Italia, autrice di questa lettera.

Da capo spirituale di una minoranza religiosa so benissimo quanto è difficile praticare principi così semplici e come sia facile, invece, essere attaccati con i pretesti più banali.

Le offro pertanto ascolto. Sono desiderosa di portarLe la mia comprensione e di offrirLe un confronto alla ricerca di soluzioni, nella speranza di contribuire a una società affrancata dai pregiudizi e dalla paura.

Con questa lettera, quindi, Le porgo un invito a pranzo o a cena presso il luogo di culto pastafariano sito nella sua città, ovvero Salumeria Upnea in via S. Giovanni Maggiore Pignatelli.

Consapevole che la mia vita di preghiera mi alleggerisca dagli affanni quotidiani, lascio a Lei la possibilità di scegliere la data e l’orario.

Confidando in un cordiale riscontro, Le porgo i miei più sugosi saluti,

Pappessa Scialatiella Piccante I,
al secolo Emanuela Marmo

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Lettera della Pappessa al Sindaco Luigi De Magistris

Caro sig. Sindaco,

il 24 luglio 2018 con posta certificata la Chiesa Pastafariana Italiana, di cui sono Pastefice Massimo, inoltrava una richiesta di nulla osta per la concessione di uno spazio pubblico e di patrocinio morale con esenzione del canone di occupazione.

Lo spazio era richiesto per la realizzazione di una area temporanea e protetta ove ospitare opere d’arte e performance artistiche minacciate di censura per motivi religiosi. L’iniziativa si sarebbe dovuta svolgere il 30 settembre, in occasione della Giornata internazionale della Blasfemia, istituita dal Center for Inquiry e dal Council for Secular Humanism per tutelare la libertà di espressione e per favorire una società laica.

Il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, destinatario della lettera.

Non essendo pervenuta a noi alcuna risposta, non abbiamo potuto completare la procedura lasciando in sospeso gli artisti nazionali e internazionali che avrebbero preso parte alla Giornata.

La Sua Amministrazione si presenta pubblicamente come un’amministrazione trasparente, portatrice di valori di inclusività, della cultura della differenza, si dichiara disposta ad avvalorare le iniziative dei cittadini volte a costruire una vita collettiva partecipata. Se un’amministrazione così efficiente manca di rispondere, non avendo elementi per accusarla di sciatteria burocratica, devo valutare la possibilità che Lei sia in difficoltà per ragioni ideologiche.

In tal caso, ho l’obbligo spirituale di aiutarLa a tenere presente la funzione essenzialmente laica del Suo servizio alla comunità.

La neutralità dello Stato di fronte alle religioni e agli opposti sistemi di pensiero, caro Sindaco, configura un dovere sereno e consapevole di imparzialità. Di fronte a opere artistiche religiosamente ispirate e ad altre, critiche e provocatorie, l’imparzialità consiste in un atteggiamento che non determini censura preventiva, ma pari diritti tra le due contrapposte visioni.

Certamente Lei non ha bisogno che io Le ricordi che la democrazia non coincide con la teocrazia.

Sono convinta che Lei sappia che concedere a una manifestazione laica la gratuità del canone di occupazione non significa dichiarare appoggio personale alla blasfemia, ma significa riconoscere che un’associazione no profit pur proponendo opere artistiche laiche, svolge il suo lavoro, egualmente prezioso di quello mosso dai valori della fede; significa riconoscere che un’associazione no profit non può essere penalizzata solo perché interessata a promuovere la laicità dello Stato, in quanto un’Amministrazione pubblica tratta con neutralità i contenuti delle diverse opinioni e ha il dovere di sincerarsi solo dell’effettiva capacità economica delle organizzazioni e della legalità delle attività svolte.

È fondamentale, in questo momento, dimostrare che la paura delle reazioni dei religiosi non può limitare il pensiero critico o l’urgenza soggettiva degli artisti.

La sugosissima Scialatiella Piccante I, Pappessa dei Pastafariani d’Italia, autrice di questa lettera.

Da capo spirituale di una minoranza religiosa so benissimo quanto è difficile praticare principi così semplici e come sia facile, invece, essere attaccati con i pretesti più banali.

Le offro pertanto ascolto. Sono desiderosa di portarLe la mia comprensione e di offrirLe un confronto alla ricerca di soluzioni, nella speranza di contribuire a una società affrancata dai pregiudizi e dalla paura.

Con questa lettera, quindi, Le porgo un invito a pranzo o a cena presso il luogo di culto pastafariano sito nella sua città, ovvero Salumeria Upnea in via S. Giovanni Maggiore Pignatelli.

Consapevole che la mia vita di preghiera mi alleggerisca dagli affanni quotidiani, lascio a Lei la possibilità di scegliere la data e l’orario.

Confidando in un cordiale riscontro, Le porgo i miei più sugosi saluti,

Pappessa Scialatiella Piccante I,
al secolo Emanuela Marmo

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